Lampadario crollato, a cedere è stato il gancio

6 Aprile 2016

Sopralluogo dei tecnici dopo la caduta del pesante manufatto sotto i Portici Sarà rintracciata la ditta dell’ultima manutenzione: «Doveva resistere di più»

LANCIANO. Un cedimento «anomalo» del gancio che sostiene la struttura ha causato il crollo a terra di uno dei pesanti lampadari dei Portici comunali che, lunedì, per poco non ha investito in pieno una mamma con il figlio di 11 anni. È questo il responso dei tecnici comunali del settore lavori pubblici sull’incidente che per poco non si è trasformato in tragedia. Sul posto ieri mattina sono intervenuti anche il dirigente Stefano Rastelli e il funzionario Aldo Carosella, che si sono messi al lavoro assieme agli operai, dotati di una impalcatura su ruote, per verificare la tenuta di tutti i lampadari e per riparare eventuali parti pericolanti.

Il cedimento del gancio in acciaio che sostiene la struttura in ottone, pesante circa 15 chili, è stato definito anomalo dal momento che, per lampadari del tipo utilizzato come arredamento urbano, il sostegno dovrebbe essere molto più sicuro e resistente all’usura del tempo e alle intemperie. Le strutture sono state invece inserite, così come si legge in bella vista proprio su una delle volte, solo nel 1999. La realizzazione dei Portici risale invece al 1929. «Questo tipo di ganci», sottolinea l’ingegner Rastelli, «non dovrebbe rovinarsi nel giro di 15-20 anni, ma resistere molto di più all’usura del tempo. Per questo stiamo rintracciando la ditta che ha effettuato i lavori per reperire informazioni e le spiegazioni necessarie all’accaduto». Intanto sono stati revisionati anche tutti gli altri lampadari presenti, che tuttavia non hanno fatto riscontrare problemi di parti pericolanti o cedimenti. Nel contempo sono stati aggiunti dei cavetti metallici al gancio di ogni lampadario, in modo da proteggere da un’eventuale caduta della struttura. Nel caso del lampadario crollato a pochissimi centimetri da una mamma, che con il figlio si era recata a prendere un gelato nel bar Caffè ai portici, si ipotizza che lo sfregamento del gancio in acciaio con la catena in ottone, oltre all’oscillamento della catena a causa di vento e intemperie e all’usura del tempo e degli agenti atmosferici, abbiano potuto causare il lento deterioramento del supporto e, quindi, la caduta.

Il paralume è in ottone ed è largo circa mezzo metro, mentre la catena è lunga un metro. Il corpo illuminante è invece in plexiglass e non in vetro come si era inizialmente ipotizzato. Lunedì scorso il lampadario è caduto da un’altezza di circa quattro metri: sono salvi per miracolo la donna e il suo bambino di 11 anni, che solo per qualche frazione di secondo non si sono trovati sotto la traiettoria della struttura. I presenti raccontano di aver udito un vero e proprio boato e di aver pensato inizialmente ad una bomba. Fortunatamente il crollo, seppur avvenuto in un orario di punta (attorno alle 14), non si è verificato in un momento in cui il portico è affollato di persone e di clienti del bar.

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