Lanciano calcio, proroga per l’Iva evasa

13 Luglio 2016

Il giudice Belli aggiorna il processo al 16 ottobre. Amministratore Di Menno e Maio devono al fisco ancora 50mila euro

Iva del 2012 pagata, ma interessi e sanzioni ancora da versare. Processo aggiornato all’11 ottobre 2016. E’ quanto deciso dal giudice Andrea Belli in merito alla vicenda del mancato pagamento dell’Iva 2012 che è costata alla Virtus nella passata stagione un deferimento e un punto di penalizzazione in classifica e che ha avuto un risvolto penale, in quanto si parla di evasione fiscale.

A processo però non sono finiti i Maio, il patron Franco e i figli Guglielmo e Valentina proprietari della SS Virtus Lanciano 1924 ora in liquidazione volontaria, bensì, come prevede la legge, l’amministratore unico e legale rappresentante della società, ovvero Claudio Alain Di Menno Di Bucchianico. «Nella sua veste di rappresentante legale della Virtus Lanciano 1924 srl non versava nei termini previsti l’Iva ritenuta e dovuta, dell’anno di imposta 2012, per un totale di 425.775 euro»: questa l’imputazione per Di Bucchianico che è dal 2011 legale rappresentante della Virtus. Ma, nel corso della prima udienza, nel febbraio scorso, l’avvocato di Di Bucchianico, Paolo Sisti, si era appellato alle nuove norme in materia tributaria che prevedono che il reato di evasione fiscale si può estinguere pagando ovviamente l’iva, oltre alle sanzioni e agli interessi che scattano automaticamente da parte dell’agenzia delle entrate dal giorno dopo il ritardo nel pagamento dell’imposta. Il giudice Belli aveva quindi concesso una proroga per il pagamento di Iva, interessi e sanzioni, che doveva avvenire entro il 12 luglio. Questo è avvenuto in parte. «Ieri, giorno della scadenza della proroga, ne è stata concessa un’altra» dice Sisti «di tre mesi, fino all’11 ottobre 2016, perché l’Iva pari a 425.775 euro è stata pagata e abbiamo prodotto gli assegni ma non sono stati versati interamente interessi e sanzioni che ammontano a circa 70.000. La Virtus (i Maio) deve ancora pagare circa 50.000 euro. Abbiamo dimostrato al giudice che si stanno pagando le rate concesse dall’agenzia delle entrate e quindi sono stati accordati altri tre mesi per mettersi in regola».

Se verrà estinto il debito, compreso gli interessi e le sanzioni viene estinto anche il reato e non ci sarà alcuna condanna, altrimenti ci sarà una condanna pecuniaria.

Insomma la società è in liquidazione volontaria, ma le vicende dei mancati pagamenti delle tasse della Virtus, costati nello scorso campionato 4 punti di penalizzazione e, a conti fatti, la retrocessione, vanno avanti.