Lanciano, class action per l’ecoristoro negato

2 Luglio 2014

LANCIANO. Tutti contro la delibera regionale che cancella l'ecoristoro, la tassa che ogni impianto (in questo caso la discarica di Cerratina) che crea un impatto sul territorio deve essere pagata ai...

LANCIANO. Tutti contro la delibera regionale che cancella l'ecoristoro, la tassa che ogni impianto (in questo caso la discarica di Cerratina) che crea un impatto sul territorio deve essere pagata ai Comuni dove risiedono le attività dell’impianto stesso. Il comune di Lanciano, sede della discarica di Cerratina, la più grande d'Abruzzo con gli oltre 2milioni di metri cubi di spazio destinato al pattume, ha aderito alla class action contro la decisione dell'Emiciclo assieme ai comuni di Aielli, Avezzano, Castel di Sangro, Magliano dei Marsi, Poggio Picenze, Novelli, Sulmona, Sante Marie, Cupello, Chieti, Spoltore, Manoppello, Atri, Notaresco, Sant’Omero e Ancarano anch'essi sede di impianti per lo smaltimento dei rifiuti.

«Vogliamo tutelare il territorio e la nostra quota di ecoristoro - spiega il sindaco Mario Pupillo - il concetto di base è che ai comuni che già scontano la presenza, non idilliaca, di una discarica nel proprio territorio, va destinata una sorta di risarcimento per l'impatto che questo genere di impianti ha sulle comunità. Oltre tutto la tassa serve a gestire la discarica anche nel periodo della post-chiusura».

Si tratta comunque di bei soldi. Secondo un calcolo dell’Ecologica Sangro, gestore della discarica di Cerratina, in 18 anni al Comune di Lanciano sono andati ben 14.824.000 euro di ecoristoro. Il conto è presto fatto. Per convenzione con il gestore bisogna garantire in discarica l'arrivo di 70mila tonnellate di rifiuti all'anno che, prima dell'abolizione della tassa da parte della Regione, venivano pagati 7 euro a tonnellata a titolo di ecoristoro destinati ai comuni ospitanti la discarica, in questo caso Lanciano e Mozzagrogna. Circa altri 10 euro a tonnellata vanno pagati per la presenza a Cerratina dell'impianto mobile che garantisce alla discarica frentana altre migliaia di tonnellate di rifiuti l'anno (si calcola che per il 2014 saranno smaltite 25mila tonnellate nella struttura). Se da un lato quindi l'abolizione dell'ecoristoro da parte della Regione significa che i comuni pagano di meno la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, dall'altro si tratta di una bella batosta per i comuni che ospitano le discariche.

Da qui la class action. Il cda della Ecolan, proprietaria della discarica di Cerratina composta dai 53 comuni soci, dal 2 maggio non applica più la tassa per i comuni consortili. Resta in piedi l'ecoristoro per i comuni extraconsortili, per i quali, tuttavia, si sta pensando ad una riduzione della somma che dovrà essere approvata nell'assemblea dei soci.

Daria De Laurentiis