Lanciano, detenuto aggredisce infermiera, insorge il sindacato

30 Maggio 2016

Il fatto è avvenuto il 26 maggio scorso: la donna che lavora nell'infermeria ha ricevuto un forte schiaffo al volto e ha riportato una prognosi di 15 giorni. Il segretario della Uil-Pa: i lavoratori del carcere non sono tutelati

LANCIANO. Un'infermiera in servizio nel supercarcere di Lanciano è stata picchiata da un detenuto che le ha causato una forte contusione al volto guaribile in 15 giorni. L'ennesima aggressione all'interno del supercarcere di Lanciano ha fatto insorgere la Uil-Pa, che a nome del segretario provinciale del sindacato Ruggero Di Giovanni ha denunciato la mancanza di personale  e di sicurezza nel supercarcere. L'episodio risale alle scorso 26 maggio. Sull'episodio sono in corso indagini interne per capire i motivi che hanno indotto il detenuto a scagliarsi contro l'operatrice sanitaria, che ha ricevuto un violento schiaffo al volto. Un sovrintendente e un'assistente presenti si sono dovuti frapporre fisicamente tra il detenuto e l'infermiera. «Il problema sicurezza - dice il segretario provinciale Uil-Pa - è noto e a tutt'oggi non ci risulta che siano stati adottati provvedimenti idonei a tutelare i lavoratori che operano nell'istituto penitenziario frentano. Non vorremmo che con la recente istituzione di un nuovo provveditorato a Roma, che adesso dirige gli istituti di Lazio-Abruzzo e Molise, i problemi degli istituti vengano risolti in maniera inversamente proporzionale all'aumentata distanza dai centri di potere. È ormai evidente che quei detenuti che non sono ancora pronti al regime aperto sono di difficilissima gestione tanto che, come più volte abbiamo lamentato, viene messa a rischio la sicurezza dei lavoratori, siano essi poliziotti o altri operatori penitenziari». Nelle scorse festività pasquali un altro detenuto aveva picchiato tre agenti penitenziari. «È ormai indiscutibile la necessità di prevedere, al momento del trasferimento e assegnazione, l'associazione di questa particolare tipologia di detenuti ad istituti attrezzati per la loro corretta gestione e che piaccia o meno il carcere di Lanciano al momento non può gestire questa tipologia di ristretti. È superfluo ricordare che l'organico di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Lanciano è del tutto inadeguato alle necessità dell'istituto. La UIL-PA Polizia Penitenziaria - conclude Di Giovanni - torna a chiedere l'avvio dei lavori di riorganizzazione del lavoro indispensabile per fronteggiare la carenza di poliziotti penitenziari, le mutate modalità di gestione dei detenuti e il continuo distogliere agenti dal servizio d'istituto operato dalla direzione. La sicurezza dei lavoratori non può e non deve passare in secondo piano rispetto agli altri obiettivi dell'amministrazione penitenziaria».