Lanciano. Quel forfait di Malgioglio nel 2023, l’assessore verso il processo

Finisce in tribunale la vicenda della mancata esibizione del cantautore nell’evento di tre anni fa. Troilo querelata per diffamazione dalla società che gestisce l’artista
LANCIANO.
È finita in un'aula di tribunale la vicenda della mancata esibizione del cantautore Cristiano Malgioglio alla “Notte fucsia” del cartellone estivo 2023 del Comune di Lanciano. Si va verso il processo per l’assessore al commercio Maria Ida Troilo, querelata per diffamazione dal legale rappresentante della Color Group srl, Lorenzo Piredda. Nei mesi scorsi il pubblico ministero Mirvana Di Serio aveva chiesto l'archiviazione del procedimento, a cui si era però opposto il querelante, assistito dall’avvocato Fanny Lucia Zoi. A seguito dell'udienza del 21 aprile scorso, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha ritenuto l’opposizione fondata e ha rimesso gli atti alla Procura affinché proceda all'imputazione coatta e alla citazione diretta a giudizio del componente della giunta guidata dal sindaco Filippo Paolini. I fatti risalgono a quasi tre anni fa. Il cantautore e paroliere siciliano, che nel corso della sua carriera ha firmato successi intramontabili, era stato annunciato, nell'ambito del cartellone estivo comunale, come ospite dell'evento del 9 luglio 2023, la “Notte fucsia” appunto, pensato per rivitalizzare il commercio e la movida cittadini. Ma a poche ore dall'appuntamento, l'amministrazione aveva dovuto annunciare, e nemmeno in forma ufficiale alla stampa, il forfait di Malgioglio. Qualche giorno dopo, e precisamente il 13 luglio, l'assessore Troilo aveva convocato una conferenza stampa per spiegare l'accaduto, anche alla luce di alcune polemiche sollevate dalla minoranza consiliare. In quell’occasione l'amministratore comunale aveva dato la propria versione dei fatti, senza fare per altro alcun riferimento riguardo ad eventuali cifre pattuite o richieste.
La frase pronunciata, e risultata “incriminata”, era stata (come si evince dalla richiesta di archiviazione del pm Di Serio): «Era tutto concordato verbalmente con l'intermediario... poi al dunque l'organizzatore ha modificato le condizioni alle quali ho rinunciato per rispetto dei contribuenti». Frase che il pubblico ministero non aveva ritenuto «offensiva dell'onore e del decoro di Cristiano Malgioglio e della società Color Group srl», chiedendo l'archiviazione del procedimento.
Di diverso avviso il gip Canosa, che ha rinviato in dibattimento la verifica della questione del mutamento delle condizioni dell'ingaggio di Malgioglio, negate sia dall’intermediario, resosi “irreperibile” dopo le trattative, sia dall’agente dell'artista (entrambi pare fossero all'oscuro dell'impegno lancianese). «Pur rispettando la decisione del Gip, a nostro avviso, e come dimostreremo nel dibattimento, non esiste né è stato commesso il reato di diffamazione», commenta l'avvocato Alessandro Troilo, che assiste l'assessore al commercio indagata per fatti connessi allo svolgimento delle sue funzioni istituzionali, «ne siamo fermamente convinti. La mia assistita ha agito nell’interesse della collettività e non ha mai pronunciato frasi lesive della reputazione dell’artista e del suo agente, peraltro quest’ultimo mai citato. E lo conferma», sottolinea il legale, «la dichiarazione pubblicata su una testata online locale, il 9 luglio 2023, ove in più si elogia l’artista e ci si augura di averlo il prima possibile a Lanciano».
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