Lanciano rilancia il patto: tribunale unico con Vasto

17 Ottobre 2019

In Parlamento il piano di salvataggio: un solo palazzo di giustizia con doppia sede Il presidente Audino: «Combattiamo la chiusura con i dati sulla nostra efficienza»

LANCIANO . Struttura efficiente da sempre ai primi posti nelle classifiche della produttività del ministero di giustizia; posizione baricentrica nella Provincia; presidio della zona industriale più importante dell’Italia centrale. E ancora: spazi ampi e di proprietà del Comune a disposizione, sede del supercarcere, di Corte di assise, storia secolare. Sono alcune delle peculiarità del tribunale di Lanciano che il presidente Riccardo Audino è pronto a spiegare lunedì all’intergruppo parlamentare che si occupa della riforma geografia giudiziaria, e che discuterà del problema della salvezza dei tribunali ingiustamente definiti minori, tra cui quello di Lanciano, teoricamente soppressi ma in proroga fino al 2021. Avrà a disposizione dieci o 15 minuti, il presidente, per provare a far capire l’importanza del presidio di Lanciano, ma anche il suo “collegamento” con Vasto. A differenza di Sulmona e Avezzano, infatti, Lanciano e Vasto hanno una marcia in più: il progetto del tribunale unico diffuso. È stato il sindaco Mario Pupillo a ricordare che «dopo anni siamo arrivati a firmare un patto con Vasto. In primis noi difendiamo i nostri presidi, ma abbiamo fatto questo progetto di tribunale unico per evitare chiusure che, dati scientifici alla mano, hanno una ricaduta negativa economica, sociale e di giustizia sulle due città. I nostri tribunali sono fondamentali per un territorio esteso che rappresenta la voce importante dell’export della Regione e devono restare comunque; o divisi come sono oggi, o uniti». Un progetto che viste le riforme in atto può non essere più sufficiente, come detto dalla presidente dell’ordine degli avvocati Silvana Vassalli che ha invitato Pupillo ad impegnarsi sul versante politico della vicenda: «Chi dice che non lo sto già facendo?», replica il sindaco, «l’unione è volontà politica. Sappiamo come muoverci». E non è da meno Audino, deciso e battagliero fin dal suo arrivo nel novembre 2018: «Non si lavora con le valigie in mano», disse a giudici, avvocati, personale, «combatteremo il tentativo di chiusura, soprattutto con l’efficienza per poter dire al ministro: perché chiudere un tribunale che funziona?». L’efficienza sarà un punto importante da mostrare a Roma. «Da anni per efficienza e produttività il tribunale di Lanciano è ai vertici delle classifiche ministeriali (ci sono otre 4mila sentenze l’anno, ndc)», dice Audino «è un tribunale di un vasto territorio, 41 Comuni, circa 120.000 persone, è baricentrico nella provincia e ha spazi ampi. I nodi della riforma, che riguarda l’intero sistema giustizia, sono importanti anche per capire i ruoli dei tribunali. È stato facile, ma errato, chiudere i piccoli presidi ricalcando le province. Porterò a Roma una cartina della provincia di Chieti per far capire meglio ai parlamentari di che territorio si sta parlando».
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