Lapide di Ercole contesa tra Vasto e San Salvo

VASTO. Che il Vastese sia ricco di reperti d’epoca romana è noto. Ma da anni l’opinione degli storici è controversa su dove fu trovata con esattezza la lapide dedicata ad Ercole. È bastata una...
VASTO. Che il Vastese sia ricco di reperti d’epoca romana è noto. Ma da anni l’opinione degli storici è controversa su dove fu trovata con esattezza la lapide dedicata ad Ercole. È bastata una citazione di Giuseppe Catania, sul blog NoiVastesi, per risvegliare una polemica mai sopita. Catania ricorda che nel museo archeologico di Vasto si conserva una lapide dedicata ad Ercole trovata in località Selvotta, non lontano dal Trigno. Ma l’associazione culturale Il Cenacolo di San Salvo replica. «Già anni fa si è avuta una divergenza di giudizio degli esperti sull’appartenenza territoriale del manufatto», precisa Michele Molino, «don Cirillo Piovesan scrisse che nella Selva del Trigno in contrada Bufalara, già tenimento di San Salvo, nel 1740 fu portata alla luce una lapide di altare dedicata a Ercole che per molto tempo fu conservato nel museo di Vasto. Lo storico Luigi Marchesani non ha mai parlato di Bufalara, ma che in contrada Selva Rotonda, oggi Selvotta, verso il fiume Trigno accanto ai ruderi di un’antica fabbrica la lapide fu sollevata dall’aratro nel 1740. Domenico Priori, a sua volta, scrisse che fra i templi viene particolarmente apprezzato quello in contrada Selvotta nelle vicinanze di Vasto verso il Trigno». Tre tesi diverse, insomma. A detta del Cenacolo il giudizio di don Cirillo è il più attendibile: «Per Nicola Palmieri, grande appassionato di archeologia, la lastra fu scoperta non molto distante dal fiume Trigno. La scoperta, poi, di una statuetta di bronzo raffigurante Ercole, trovata sul colle Battista in contrada Bufalara, lascia supporre che in epoca romana in quella zona vi fosse un santuario dedicato a Ercole. E contrada Bufalara in epoca romana apparteneva al territorio di San Salvo», conclude Molino. (p.c.)

