Largo Martiri delle foibe, corona di fiori incendiata La Lega: «È un atto vile»

29 Marzo 2023

Raid vandalico a Chieti Scalo. Risparmiata la targa per Norma Cossetto La condanna di Colantonio e Di Paolo: «Nessun rispetto per la storia»

CHIETI. Bruciata la corona di alloro in ricordo delle vittime delle foibe, posizionata tra via Sulmona e l’inizio di via Amiterno, nel largo che porta il nome della tragedia e di Norma Cossetto, studentessa istriana divenuta il simbolo dell’eccidio commesso durante la seconda guerra mondiale. L’atto vandalico è stato commesso presumibilmente nella notte tra lunedì e martedì o nelle prime ore dell’alba di ieri. Ignoti al momento gli autori del gesto.
Ad accorgersene e a denunciare l’accaduto sono stati gli esponenti della Lega Salvini di Chieti, il consigliere comunale Mario Colantonio e Marco Di Paolo, che si sono affrettati a condannare «il vile gesto incendiario commesso a “sfregio” della corona di alloro». A largo Martiri delle Foibe-Norma Cossetto, proprio sotto al tricolore italiano, sono stati trovati i segni della fuliggine e la composizione con il suo sostegno completamente inceneriti. Anche il palo dove sventola la bandiera italiana risulta annerito per metà. Per fortuna le fiamme non hanno fatto in tempo a raggiungere la targa in legno in ricordo di Norma Cossetto, apposta dalla scorsa amministrazione guidata dal sindaco Umberto Di Primio al momento dell’intitolazione della piazza pubblica alle vittime delle foibe.
La corona d’alloro era stata sistemata in Largo Martiri delle foibe-Norma Cossetto il 10 febbraio scorso, in occasione del giorno della memoria istituito per ricordare le vittime della tragedia. «Quello che lascia amarezza nella vicenda», dicono Colantonio e Di Paolo, «è il fatto che ci siano in giro ancora pregiudizi discriminatori nei confronti di luttuose stragi che hanno colpito l’umanità intera e le comunità italiane dell’Istria e della Dalmazia, che hanno provocato oltre ai morti un esodo di massa epocale e sono state condannate da tutti indistintamente. Chi è autore di questi atti, vive la propria misera vita senza il rispetto della storia d’Italia, delle vittime della guerra e sono privi di senso civico. Anche se hanno bruciato una corona, siamo convinti che tutti i cittadini di Chieti, onesti e rispettosi verso la collettività che vivono, idealmente e convintamente lasceranno un fiore ed una preghiera per i martiri delle foibe e per la povera Norma Cossetto».
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