«Lasciamo il teatro senza debiti»

24 Maggio 2015

Il Cda traccia il bilancio del Marrucino e apre una biblioteca nel Foyer

CHIETI. Dopo l’apertura del Foyer bar, c’è anche quella della nuova biblioteca teatrale. Sarà pronta a giugno e collocata nel piano che si affaccia sul Foyer. Conterrà oltre 3.000 volumi, di cui 2.200 sono testi teatrali e 800 musicali. In questo modo il Foyer bar diventerà un vero e proprio caffè letterario. È l’ultima novità che il Cda del teatro, a fine mandato, lascia in eredità a chi gestirà l’istituzione culturale in futuro. Ieri si è svolta la conferenza stampa per tracciare un bilancio di quanto fatto, senza percepire emolumenti, dal novembre 2012 ad oggi. A parlare sono stati il presidente del Cda, Paolo Roccioletti, i due membri, Marco Napoleone e Cristiano Sicari, e il direttore amministrativo, Cesare Di Martino. Seduti con loro, però, c’erano anche i dipendenti, ringraziati per il loro prezioso lavoro, fatto in condizioni non facili. Si tratta di Maria Laura Di Petta, Francesca Fraticelli, Paola D’Onofrio, Valentina Liberatore, Silvia Di Virgilio, Pino Milazzo, Giovanni De Luca, Loredana Del Rosario, Cristina Desiderio, Lucia Mammarella, William Di Muzio, Antonella Treddenti, Filippo Di Valentino e Bruno Orfanelli. Abituati a lavorare dietro le quinte, questa volta sono stati giustamente portati alla ribalta. «Lasciamo alla città una struttura risanata dal punto di vista finanziario, perfettamente funzionante e rimodernata», ha detto Roccioletti, «il Marrucino non è un patrimonio solo teatino, ma rappresenta l’Abruzzo in Italia e nel mondo. E come tale andrebbe trattato». Il riferimento è, in particolare, alla Regione, che ha tagliato circa il 90% dei finanziamenti. «Nonostante le riduzioni dei trasferimenti», ha rimarcato Napoleone, «abbiamo rimesso a nuovo lo stabile, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Ora l’edificio ha piena agibilità, cosa che prima non aveva. Abbiamo ridato vita al Foyer che ora presenta un proprio cartellone di appuntamenti. Abbiamo salvaguardato il patrimonio teatrale, con la nuova biblioteca, ma anche con la catalogazione degli oltre 900 abiti di scena e dei circa 2600 manifesti teatrali». E tutto questo a costi bassissimi, come ha fatto capire un illuminante paragone di Sicari: «Il nostro bilancio è di un milione di euro, mentre il teatro dell’Opera di Roma, per la sola orchestra, ne spende 20 milioni». Bilancio che, ha aggiunto Di Martino, «nel 2012 si è chiuso per la prima volta in pareggio, nel 2013 con un piccolo attivo e nel 2014 ancora con un avanzo». Questo, però, grazie al fatto che i 4 milioni di debiti se li era accollati il Comune. «Tre anni fa», ha continuato Di Martino, «non avevamo credito neanche per acquistare un chiodo. Ora non siamo più l’immagine del debito». (a.i.)