Laurea speciale, in ateneo vince il sorriso di Stefano

8 Novembre 2019

A 26 anni, con la sindrome di Down, diventa dottore in Servizi sociali «Ora voglio trovare lavoro». Sono 200 gli studenti con disabilità alla d’Annunzio

CHIETI. «Per me l’università d’Annunzio è la felicità». Stefano Careddu, 26 anni, affetto dalla sindrome di Down, termina felice ed emozionato nell’aula magna di Lettere la discussione della tesi sulla Costituzione che gli ha permesso di laurearsi con 92 su 110. È orgoglioso per il traguardo raggiunto e, prima di scendere le scale per tornare in platea, rimane in piedi col suo ampio sorriso e i grandi occhi per ricevere il meritato applauso. Poi l’abbraccio con mamma Concetta e nonna Magda. Ci sono anche gli altri parenti, ma non c’è il papà Giuseppe, scomparso due anni fa, a cui è dedicata la tesi. Ad attenderlo c’è anche la sua tutor, Barbara Paolucci, che lo ha aiutato a scrivere la tesi. Un lavoro inedito, consistito, oltre che nella scrittura, anche nell’interpretare gli articoli della Costituzione attraverso rappresentazioni grafiche disegnate a colori da Stefano. A renderlo possibile è stato anche il relatore Francesco Ferzetti, docente di sociologia alla d’Annunzio. Tra i vari disegni di Stefano ce n’è uno a commento dell’articolo sul lavoro che mostra l’Italia con tanta gente alla finestra: «Sono le persone che cercano lavoro», spiega il neodottore, «e non riescono a trovarlo». Lui, però, alla finestra non ci vuole stare. E così si è dato da fare, superando problemi e difficoltà. «Stefano è uno studente molto volenteroso», dice la sua tutor, e così è riuscito a diplomarsi al liceo pedagogico di Chieti con 97 su 100 e a frequentare il corso triennale in Servizi sociali alla d’Annunzio, dove, oltre a studio e lezioni, ha trovato anche amici e divertimento. E ora guarda con ottimismo al futuro: «Voglio trovare un lavoro al Comune di Chieti», dice, «ci sono già stato e ho conosciuto il sindaco Umberto Di Primio».
Sono circa 200 i ragazzi in condizione di disabilità che frequentano l’università d’Annunzio. Il rettore Sergio Caputi ha delegato alle attività del Servizio per la disabilità il professor Pietro Porcelli, che si avvale dell’aiuto di due cooperative, la Girasole, di cui fa parte la Paolucci, e il Cantiere dei sogni. La cooperativa Girasole offre servizi di accompagnamento, prendi-appunti e tutorato specializzato al di fuori delle ore di lezione, assistendo i ragazzi nello studio e costruendo percorsi ad hoc per ciascun studente e anche modalità d’esame sulla base delle difficoltà che lo studente può avere, seguendo le linee guida dettate dalla Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per la disabilità. Il Cantiere dei sogni cura invece i servizi di orientamento e accoglienza e si occupa anche di un’altra categoria di studenti particolari, quella con disturbi dell’apprendimento, che non fa parte della categoria degli studenti con disabilità. «La d’Annunzio è una università molto attenta agli studenti con problemi», dice Valentina Sforza, psicologa che coordina il servizio di orientamento e accoglienza degli studenti disabili, «cerca di cogliere l’obiettivo di una piena inclusione e di garantire a tutti pari opportunità».
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