Laureato in Economia in cerca di lavoro si offre per fare il colf

6 Ottobre 2014

L’annuncio del 27enne vastese nella bacheca di un locale E i numeri parlano chiaro: l’80% dei neo diplomati è emigrato

VASTO. Fare di necessità virtù. E' la filosofia che ha spinto un giovane dottore in Economia e Commercio che non riesce a trovare lavoro ad offrirsi per il disbrigo di pratiche e incombenze che chi lavora non riesce a fare per mancanza di tempo. F.F. 27 anni di Vasto, ha lasciato sulla bacheca di un locale di via Ciccarone un avviso in cui dichiara di essere disponibile per servizi sociali e adempimenti vari. Automunito si offre " per ritiro di ricette mediche, consegna farmaci a domicilio, ritiro esami presso laboratori analisi, servizi bancari, servizi postali".

Seguono nome e recapito telefonico. F.F. è disposto a sbrigare le pratiche domestiche e le faccende burocratiche per conto di altri provvedendo a mettersi in fila in banca come al supermercato. Non era quello che immaginava il giorno in cui ha conseguito la laurea in Economia e Commercio. Ma visto che il lavoro non si trova, prima di lasciare Vasto come hanno fatto molti suoi amici, ha pensato di far fruttare la propria disponibilità mettendosi al servizio di chi, avendo troppi impegni, ha difficoltà anche a provvedere al pagamento di una semplice bolletta per via delle interminabili file da affrontare.

La crisi del lavoro insomma aguzza l'ingegno. Sono sempre più numerosi i giovani che cercano opportunità e nicchie. Ma aumenta anche l’emorragia di laureati e neo diplomati: fanno le valigie e lasciano la città perché qui non trovano possibilità né di lavorare né di andare avanti nei loro studi. L’ottanta per cento dei giovani che ha conseguito il diploma l’estate scorsa è emigrato. Un dato shock, che fa discutere sia i rappresentanti sindacali, impegnati sul fronte- crisi, sia i politici del comprensorio, impegnati a mantenere le promesse elettorali. L’emigrazione è soprattutto intellettuale, anche se molti giovani hanno lasciato la città per cercare un posto di lavoro. Esattamente come 40 anni fa. La crisi industriale è tale che senza una cura adeguata difficilmente si riuscirà a fermare la fuga dei giovani», dicono i sindacati. In base ai dati raccolti da Cgil, Cisl e Uil, su 14mila senza lavoro, 8mila sono giovani in cerca del primo impiego. Più della metà ha conseguito il dottorato. Più del 70% si trasferisce. Fino ad oggi un gran numero di giovani è stato assorbito dalle grandi industrie di Piana Sant’Angelo, come Pilkington e Denso, e della Val di Sangro, come Honda e Sevel. Le grandi aziende per anni sono stati serbatoi occupazionali per tutto il comprensorio. Ora basta andare su Facebook per rendersi conto di quanti giovani vastesi hanno deciso di lasciare la città perché Vasto non offre opportunità.Molti vanno via subito dopo il diploma e si iscrivono alle facoltà universitarie delle regioni del Nord o della capitale. Dopo la laurea non tornano. Chi lo fa prova ad inserirsi nel tessuto produttivo ma è sempre più difficile. E allora le soluzioni sono due: cercare di realizzarsi all'estero ( Londra è in cima all classifica) oppure fare come F.F..Pare che il giovane sia stato subissato di chiamate. Al punto da decidere di spegnere il cellulare almeno di domenica. Impossibile riuscire ieri a contattarlo.

Paola Calvano

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