Lavoratori da pagare di più Istituti Riuniti dicono no

16 Giugno 2014

Il presidente del San Giovanni Battista, Tilli, annuncia il ricorso in appello ma confida nei giudici di Cassazione: decisivi per risolvere tutti i contenziosi

CHIETI. Il presidente degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista, Concezio Tilli, non è d’accordo con le recenti pronunce del tribunale di Chieti (due giudici del lavoro) che hanno equiparato il contratto degli operatori socio assistenziali delle ex Case di riposo a quello del comparto sanità anziché a quello degli enti locali e annuncia che i legali dell’ente stanno valutando la possibilità di ricorrere in appello.

«Senza voler contestare l’operato del giudicante», scrive Tilli, «l’ente ritiene tuttavia giuste e corrette le posizioni assunte nei vari giudizi».

Il presidente poi fa un exursus della situazione e puntualmente ricorda che la vicenda è iniziata con un primo ricorso nel 2006. Un contenzioso ancora aperto e che attualmente si trova davanti alla Corte di Cassazione. Gli Istituti riuniti furono condannati per due volte in primo grado e in appello. In primo grado l’ente non oppose alcuna difesa e lo fece solo con un ricorso ai giudici di appello che però lo rispinsero fino ad oggi che il caso di trva sul tavolo dei supremi giudici con un verdetto «che sarà decisivo ai fini della risoluzione di tutte le controversie» dice Tilli. Infatti dopo quel primo ricorso ne seguirono a catena altri, tutti con una decisione favorevole agli operatori socio sanitari che ottennero ragione vedendosi riconoscere il ruolo di dipendenti del comparto della sanità con relativo diritto di percepire di più di quanto pagato fino ad ora. I giudici, tutti, hanno riconosciuto che i lavoratori svolgessero effettivamente mansioni di operatori socio sanitari. Ma Tilli non ne è ancora convinto. «Il San Giovanni Battista», scrive, «non è ancora oggi una azienda di servizi alla persona come invece si sostiene». Tilli si riferisce a una procedura non ancora completata. «Solo con la delibera del 24 marzo del 2014 la giunta regionale ha deliberato la costituzione dell’azienda pubblica di servizi (in sostituzione degli ex Ipab, istituti pubblici di assistenza e beneficienza ndr) . Intervenuta la delibera si attende ora il completamento dei passaggi successivi, necessari ad attuare la predetta trasformazione», aggiunge il presidente Tilli.

Relativamente alle differenze retributive il presidente degli Istituti riuniti sottolinea come «esse siano state notevolmente ridimensionate rispetto alle iniziali pretese, e ciò a seguito dei conteggi effettuati dall’ente di cui la stessa Ctu nominata dal giudice del lavoro ha dovuto prendere atto. Anche se nei giudizi di recente conclusione il San Giovanni Battista si appresta a contestare le somme richieste».

Tilli poi ammette che i ricorsi a catena stanno mettendo in difficoltà economica l’ente, e se uniti agli altri contenziosi del passato pesano sulla situazione attuale e causano anche preoccupazione nei famigliari di alcuni ospiti assistiti.(k.g.)

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