«Lavori al parente di un consigliere» Scoppia la polemica

9 Dicembre 2015

MONTEODORISIO. Scoppia la bagarre sui lavori assegnati con affidamento diretto ad una ditta il cui titolare è parente di un consigliere di maggioranza. L’opposizione protesta e invia la...

MONTEODORISIO. Scoppia la bagarre sui lavori assegnati con affidamento diretto ad una ditta il cui titolare è parente di un consigliere di maggioranza. L’opposizione protesta e invia la documentazione all’Osservatorio antimafia, mentre il sindaco Saverio Di Giacomo minaccia querele. È polemica a Monteodorisio, piccolo centro dell’hinterland vastese, per le opere di ripristino della strada sotto il cimitero e di risagomatura e pulitura del Vallone Giarriccia, per 6.455 euro, e per i lavori di ripristino del ponticello in contrada Cena che ammontano invece a 6mila euro. Incarichi affidati per un totale di poco più di 12mila euro.

«Gli interventi sono stati assegnati a un’impresa di Vasto gestita da padre e zio di un consigliere comunale di maggioranza con delega ai lavori pubblici», denunciano Stefano Moretti, Nicola Generoso e Antonio Barone, rappresentati dell’Osservatorio antimafia, «ci sembra inopportuno che lavori ad affidamento diretto vengano assegnati a parenti di un amministratore. La documentazione ci è stata fornita da Eugenio Cupaiolo, consigliere comunale di opposizione della lista civica “Monteodorisio si rinnova”».

L’amministrazione comunale, dal canto suo, respinge le accuse e minaccia querele. «È assurdo che si adombrino sospetti su un atto perfettamente legittimo», replica il sindaco Di Giacomo, «si grida allo scandalo per un provvedimento che è stato adottato dal responsabile del servizio Area tecnica manutentiva del Comune e che non costerà nulla alle casse municipali in quanto la ditta, che si è dichiarata disponibile ad effettuare i lavori, risulta debitrice verso l’ente. Si andrà, quindi, a compensazione, formula che la stessa opposizione ha sempre chiesto venisse utilizzata come modalità di pagamento. Dov’è quindi lo scandalo?», insiste il primo cittadino, «a me sembra invece che si voglia solo gettare ombre e sospetti sull’azione amministrativa. Stiamo valutando di incaricare un legale a tutela dell’ente», conclude il sindaco Di Giacomo. (a.b.)

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