Lavori al pronto soccorso, disagi per utenti e operatori

14 Novembre 2019

LANCIANO. Si lavora a ritmo serrato all’ospedale Renzetti per finire di sistemare il percorso temporaneo esterno creato per accedere dal pronto soccorso alla radiologia e all'interno del presidio....

LANCIANO. Si lavora a ritmo serrato all’ospedale Renzetti per finire di sistemare il percorso temporaneo esterno creato per accedere dal pronto soccorso alla radiologia e all'interno del presidio. Percorso fatto per bypassare l’unico corridoio che lega i due reparti e chiuso già per metà dai lavori di rimozione amianto, ma che avrebbe dei problemi secondo la segreteria provinciale Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità). «Il tragitto creato non è il massimo per utenti e operatori», sostiene il sindacato, «è freddo, perché fino ad oggi è privo di una porta di tenuta termica, e anche pericoloso per via di pendenze, pavimentazione scivolosa e di un ingresso in pronto soccorso stretto, dove un lettino entra a malapena». La Fials ha scritto alla Asl nei giorni scorsi per sollevare il problema del percorso temporaneo esterno, ma anche per far sistemare la porta d'uscita delle auto che usano la rampa di accesso al pronto soccorso. Una porta che per una fotocellula difettosa resta aperta «e quindi la camera calda (lo spazio in cui avviene il passaggio di consegne del paziente dagli operatori del 118 a quelli del pronto soccorso) non è adeguata a livello di comfort termico e climatico». «Si lavora sul percorso esterno per chiuderlo con una porta a tenuta termica e mettere dei termo condizionatori», dice la Fials, «ma resta il problema del brusco cambio di temperature e della pavimentazione che è in pendenza e scivolosa, quindi altamente pericolosa per tutti: utenti e operatori. Bisogna trovare delle soluzioni». Una, per il sindacato, è quella di fare le consulenze specialistiche direttamente in pronto soccorso. «Sarebbero i medici a spostarsi e visitare il paziente, non il contrario», suggerisce Fials, «riducendo così i rischi clinici e anche le spese per l’azienda che ha assunto 10 operatori socio sanitari per trasportare i pazienti». Per quanto riguarda la mancata chiusura di una porta della camera calda, la Asl ha risposto dicendo che l’area è dotata di riscaldamento, dell’impianto di tiraggio fumi e che il problema della fotocellula si sarebbe risolto con la conclusione dei lavori.