Lavori-fantasma, al via il processo
Il giudice fissa le udienze: la sentenza entro la fine dell’anno
CHIETI. Fingevano di avere amici potenti all'università D'Annunzio, ma anche in Vaticano, in grado di offrire posti di lavoro a chi ne aveva bisogno. Ingannavano la fiducia dei genitori di aspiranti dottorandi o funzionari di ateneo chiedendo loro il pagamento di "congrue" somme di denaro per "oliare" il sistema. Le famiglie pagavano, ma il posto di lavoro era fantasma. Una truffa da 100mila euro di cui devono rispondere gli ortonesi Patrizia Marino di 58 anni, la figlia Pamela Magno di 35 anni, il fratello Marco Marino di 57 anni, l'ortonese ex dirigente dell'Arta di Pescara Luciano Di Odoardo di 72 anni, tutti accusati di truffa e millantato credito, e l'ex vice sindaco di Casalincontrada Lino Camillo D'Arcangelo di 61, accusato di favoreggiamento. Ieri mattina è partito il processo davanti al giudice Valentina Ribaudo. L’udienza si è aperta con la difesa che ha sollevato un’eccezione di nullità rispetto a una notifica. Il giudice, però, la rigettata, ritenendo la notifica valida ed evitando che il procedimento tornasse indietro alle fasi dell’udienza preliminare. Aperto il dibattimento, sono state ammesse le pove (documentali e testimoniali), si è chiesto il controesame e l’esame degli imputati e poi l’udienza è stata rinviata a lunedì prossimo. L’istruttoria dibattimentale è stata già calendarizzata in quattro udienze straordinarie di cui l’ultima è stata fissata al 18 dicembre. Se, dunque, tutto andrà come programmato, entro l’anno si saprà come sono andate le cose. Lunedì prossimo verranno sentiti due delle parti civili assistite dall’avvocato Alberto Civitarese. (a.i.)

