Lavori in piazza Carafa, quattro indagati

Il cantiere per realizzare appartamenti e asilo nido è bloccato da tempo. Ora sono sotto inchiesta imprenditori e un tecnico
CHIETI. La procura di Chieti ha aperto un’inchiesta sul maxi cantiere bloccato in piazza Carafa, allo Scalo, dove il Comune ha intenzione di realizzare un asilo nido e appartamenti a canone concordato. I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno raggiunto gli uffici comunali di viale Amendola per sequestrare, all’interno del settore Lavori pubblici, alcuni documenti inerenti l’intervento di riqualificazione avviato sotto la precedente amministrazione. Il procuratore Lucia Anna Campo ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone, ovvero amministratori e rappresentanti di un’azienda di Giulianova e il direttore dei lavori. L’ipotesi di reato è truffa ai danni di un ente pubblico. Non sono coinvolti dipendenti comunali o politici. Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia presentata dall’impresa di Milano che è subentrata nell’appalto alla ditta giuliese.
I SEQUESTRI
Ora gli inquirenti, per ricostruire la vicenda, analizzeranno una serie di atti, come il «giornale dei lavori», ovvero il documento contabile con cui si monitora passo dopo passo l’andamento tecnico ed economico di un’opera, e il «libretto delle misure», che consente di accertare le quantità di lavoro eseguite dall’impresa affidataria.
LE DIFFIDE
Il cantiere è fermo da quasi un anno, ovvero dallo scorso aprile. Ad agosto, il Settore lavori pubblici ha firmato la risoluzione del contratto dopo aver cercato di superare con una serie di diffide lo stallo dei lavori affidati nel 2016 alla società di Giulianova, a cui è poi subentrata la ditta milanese. Il contratto è stato stipulato a gennaio 2018, ma due anni dopo gli uffici hanno contestato che i lavori «non avanzavano secondo il cronoprogramma, procedendo casualmente e senza aver completato le lavorazioni indispensabili per l’integrità del manufatto». A marzo 2020 la ditta lombarda ha comunicato di essere l’interlocutore a cui il Comune doveva rivolgersi e, dopo appena sei mesi, i lavori sono stati fermati «per pericolo grave e imminente» fino alla messa in sicurezza del cantiere.
I RITARDI
La ripartenza c’è stata il 16 novembre 2020, ma prima, nel mese di agosto, all’impresa era stato nuovamente contestato il ritardo, sollecitandola a «incrementare i ritmi lavorativi e aumentare il numero delle maestranze». Non solo perché non si stava rispettando il cronoprogramma, ma anche perché il ritardo avrebbe potuto compromettere l’arrivo del finanziamento regionale per la costruzione del nuovo asilo nido, struttura quanto mai necessaria, considerato che a Chieti ce n’è solo un altro comunale. A gennaio 2021, la ditta milanese si è impegnata a riconsegnare la palazzina A, dove dovrebbe sorgere l’asilo, entro il mese di maggio, e la palazzina B entro la metà di novembre. Nel frattempo, però, l’impresa aveva già maturato consistenti penali per il ritardo. A quel punto, è scattata la risoluzione del contratto, anche per una serie di richieste degli uffici rimaste inevase.
LO SCENARIO ATTUALE
Al momento, le opere sono ancora bloccate. La ditta che arrivò seconda nella gara d’appalto ha eseguito un sopralluogo all’interno del cantiere: ora dovrà decidere se ci sono i presupposti per riprendere i lavori. E nel frattempo, su una delle più grandi incompiute della città, si è acceso anche il faro della Procura della Repubblica.
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