Lavori mai fatti col Superbonus, due indagati per i crediti fittizi

Opere di efficientamento energetico non realizzate ma fatturate in due immobili di Castel Frentano La finanza è intervenuta prima che le somme venissero usate per pagare imposte o altri contributi
LANCIANO. È alto l’allarme anche nel Frentano per la truffa del Superbonus, che consiste nella creazione e nell’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti, mediante fatture false, per monetizzare indebitamente importi per opere edili non eseguite oppure non ultimate. Già alcune settimane fa un’operazione della guardia di finanza di Nettuno e della Procura di Velletri, che aveva portato a sequestri per 10 milioni di euro, aveva toccato il Frentano, area in cui risultavano residenti quattro dei 33 indagati (Lanciano, Paglieta, Santa Maria Imbaro e Treglio).
Nei giorni scorsi il comando provinciale di Chieti, con la compagnia di Lanciano, ha sequestrato quasi 120mila euro di crediti fittizi associati a lavori di efficientamento energetico (Superbonus) mai effettuati. Il sequestro preventivo è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa. I crediti sono stati sequestrati presso l’Agenzia delle entrate, in quanto non ancora monetizzati, nei confronti di una società di costruzioni milanese, riferibile a due soggetti del Teramano: la legale rappresentante, M.M., 45 anni, e il titolare, M.F., 47 anni, che risultano indagati.
I lavori di efficientamento energetico falsamente dichiarati tramite fatture dovevano essere eseguiti su due abitazioni private di Castel Frentano. Le rispettive committenti, come si fa normalmente, si erano rivolte a un architetto per aderire al Superbonus ed era stata individuata la società costruttrice, che contava già numerosi cantieri aperti nel Vastese. I primi sospetti sull’effettiva esecuzione degli interventi sono arrivati nel marzo 2023, fino alla scoperta dell’emissione di false fatture a nome delle due committenti. L’intervento dei finanziari lancianesi, diretti dal capitano Domenico Siravo, ha impedito il conseguimento del profitto del reato ad opera degli indagati, che avrebbero potuto cedere i crediti a terzi o utilizzarli in compensazione (ovvero per pagare imposte e contributi di altra natura). «L’attenzione del comando provinciale e delle compagnie sul territorio è alta nei confronti di questi reati», dice il comandante provinciale, colonnello Michele Iadarola, «importante è agire subito per evitare la monetizzazione della truffa, poiché generalmente i crediti fittizi, per finte ristrutturazioni, vengono venduti a prezzi stracciati».
Su 287 interventi effettuati negli ultimi 18 mesi, le fiamme gialle hanno accertato, sul territorio provinciale, violazioni per circa 15 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi riguardanti sia i bonus in materia edilizia ed energetica sia quelli connessi al Pnrr e 2,2 milioni di euro di crediti inesistenti o non spettanti, individuati in esito ad attività ispettive o di indagine in materia fiscale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

