Lazzaroni, operai in sciopero tre turni

Pretoro. Riuscita l’astensione dal lavoro nell’azienda dolciaria. Sinimberghi (Flai-Cgil): pronti a nuove iniziative di lotta
PRETORO. Hanno incrociato le braccia nei tre turni di lavoro da ieri alle 6 allo stesso orario di questa mattina con tanto di presidio davanti al cancello dello stabilimento, dandosi il cambio nella protesta. Si tratta degli operai della Lazzaroni di Pretoro che hanno scelto di scendere in strada per contestare il trasferimento delle attività produttive dell’azienda dolciaria dalla zona industriale del paese al sito di Isola del Gran Sasso, nel Teramano.
«È con rammarico e sconcerto che la Rsa della Lazzaroni di Pretoro e la Flai-Cgil sono stati costretti ad atti di forte protesta per vedere affermati i diritti dei lavoratori come lo sciopero di oggi. Infatti la riunione non sindacale convocata dal titolare della Lazzaroni giorni fa», è scritto in una nota della Flai-Cgil, « aveva, secondo noi, l’obiettivo di disorientare i lavoratori creando confusione. I lavoratori insieme al sindacato hanno tutto il diritto di proclamare lo sciopero dopo aver dichiarato lo stato di agitazione per la grave situazione che si sta determinando a Pretoro. Lo stabilimento di Pretoro sta subendo una riorganizzazione mai annunciata preventivamente dal titolare e senza che sia stato chiarito il piano industriale. Si è venuti a conoscenza dell’intenzione dell’azienda solo perché il sindacato ha chiesto chiarimenti su voci che circolavano sul trasferimento delle linee produttive nell’altro stabilimento di Isola».
Per il sindacato, «le tensioni sono ormai insostenibili. I lavoratori, visto il comportamento dell’azienda», continua la Flai-Cgil nella nota, «nonostante anni di duro lavoro con i quali hanno contribuito alla crescita della società, dimostrato anche dalle molte ferie residue non godute, si sentono mortificati nelle giuste aspettative del loro futuro lavorativo. È ora di finirla». L’obiettivo della Flai-Cgil e dei delegati è di ottenere garanzie sui livelli produttivi e occupazionali, sugli investimenti in corso e di indurre il titolare dell’azienda a misurarsi su un piano industriale che dia prospettive ai dipendenti di Pretoro anche alla luce della sottoscrizione di un accordo da 30 milioni di euro tra la Lazzaroni e la Regione in cui è prevista la compartecipazione della stessa Regione. «È per questo che i lavoratori hanno deciso di non stare a guardare: la consapevolezza di oggi», sostiene Ada Sinimberghi, segretaria provinciale Flai-Cgil, «è che sono persone non disponibili a credere sempre a tutto ciò che gli viene propinato. In questo momento più che mai, poi, per le condizioni in cui si trovano, sono consapevoli di avere diritto a vedere riconosciuta la propria dignità quando si parla del loro futuro lavorativo. Chiediamo alla direzione aziendale un immediato confronto con noi dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, per avere chiarezza sul futuro della Lazzaroni di Pretoro, necessario a garantire l’occupazione, il mantenimento e lo sviluppo del sito. In mancanza di risposte saranno proposte altre iniziative di lotta».
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