Le arcate della cattedrale ricoperte dalle erbacce

30 Maggio 2020

La vegetazione ostruisce i sentieri, panchine irraggiungibili e staccionate rotte Ma Verna assicura: interventi a giugno, prepareremo anche un piano di recupero

LANCIANO. Chiuso da due anni; almeno 30.000 euro necessari per sistemare al meglio i sentieri; vegetazione che copre quel che resta di panchine e staccionate rotte; erbe infestanti che hanno ormai coperto le arcate medievali del ponte arrivando sulla balaustra del camminamento, chiuso anche quello da settimane, ma per le norme anti-Covid. È il parco Diocleziano, costato 2 milioni e mezzo di euro che più che cuore verde della città è una spina nel fianco di ogni amministrazione. Per quella di Pupillo lo è ancora di più da due anni, da quando è stato chiuso perché semidistrutto dall’alluvione del giugno 2018 e perché privo di gestioni esterne che ne assicuravano pulizia e vita con attività, mostre e concerti. Ma dall’alluvione che distrusse i camminamenti ad oggi, a parte la pulizia annuale, nulla è stato fatto per riaprire questa area sfortunata.
Che nei sogni degli amministratori doveva essere un’area verde dove fare sport, passeggiare e ammirare quel qualcosa di straordinario che ha la città: la cattedrale sul ponte Diocleziano. Ma, ora neanche più le medievali arcate si scorgono, piene come sono di erbacce e rampicanti che le danneggiano anche. Ma a chi spetta pulirle? All’arcidiocesi? Al Comune? O spetterebbe all’ente Santa casa del Ponte? Questo ente nato nel XV secolo, dal 1958 è ecclesiastico (in passato ha visto anche membri comunali) e si occupa dell’amministrazione, gestione e anche manutenzione di tutte le proprietà donate nei secoli alla Madonna. Anche della pulizia delle arcate del ponte su cui la Chiesa sorge?
«La pulizia del verde del parco la faremo entro giugno», assicura l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «anche per far stare tranquilli i residenti dei Bastioni (preoccupati tra rovi che arrivano sulla strada, animali che sbucano tra le canne, ndc). Puliremo anche le erbacce che salgono sulle arcate medievali perché arrivano dal parco. Per quanto riguarda gli interventi strutturali a parte la messa in sicurezza fatta subito dopo l’alluvione, abbiamo fatto una stima dei lavori: occorrono almeno 30.000 euro per sistemare il camminamento centrale, i sentieri e per renderlo fruibile. Quando finiranno anche gli studi e il monitoraggio della condotta Sargiacomo e del corso faremo un progetto complessivo di recupero».
Sotto l’arcata centrale del ponte arriva infatti la condotta Sargiacomo che percorre il parco e va verso pozzo Bagnaro che è ancora oggetto di studio dopo i cedimenti causati a corso Trento e Trieste. I 30.000 euro stimati da investire oggi servirebbero per evitare che la struttura resti ancora chiusa e diventi una giungla pronta ad inghiottire anche le arcate del ponte Diocleziano.
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