Le candidate da record del primo turno: «Noi traino di Paolini»

12 Ottobre 2021

Centrodestra. In sette hanno raccolto più di 2mila preferenze Paolucci, la più votata, è in testa per la carica di vicesindaca

LANCIANO. Forti, pragmatiche, determinate e soprattutto protagoniste indiscusse del primo turno delle elezioni amministrative. Sono le donne del centrodestra e in particolare le 6 che da sole, hanno raccolto più di 2mila voti per Flippo Paolini. Tra di loro c’è la consigliera più votata in assoluto, Tonia Paolucci, con ben 801 preferenze e la consigliera più esperta, da anni protagonista della politica cittadina, Graziella Di Campli, 350 voti. Con loro, altre donne sopra i 200 voti: l’avvocato Maria Ida Troilo, 256 preferenze con la lista FI-Udc-partite Iva, e le donne della Lega, la otorinolaringoiatra Cinzia Amoroso, 216 preferenze, la dipendente Asl Paola Memmo 211 e l’avvocato Dalila Di Loreto 202. Se a loro aggiungiamo Gemma Sciarretta, 184 voti nella lista di Fratelli d’Italia, avremmo le 7 donne che siederebbero nei banchi della maggioranza nel consiglio comunale se dovesse vincere al ballottaggio Paolini.
Un'assemblea in rosa. Ma a colpire è senza dubbio il risultato della Paolucci: mai nessun consigliere ha riportato tanti voti. Il collega Paolo Bomba (FdI, 577 voti) si era fermato a 607 preferenze: record stracciato dagli 801 voti della Paolucci che poteva aspirare magari a una poltrona “più comoda”; quella da sindaco. «Sono veramente contenta e onorata di questo risultato che un po' avevo percepito ma che mai mi sarei aspettata di queste dimensioni», commenta Paolucci, architetto e capolista di Libertà in Azione. «Credo sia una risposta ai tanti anni di lavoro per la città fatto dai banchi dell’opposizione. È un voto che mi carica di maggiori responsabilità che sono però onorata di avere». Più responsabilità ma anche numeri che le spalancherebbero le porte, se dovesse vincere il centrodestra, alla carica di vicesindaco nella giunta Paolini. «Ora le mie energie sono rivolte al ballottaggio», risponde Paolucci, «a far capire che è importante andare a votare - perché a vincere al primo turno è stato l’astensionismo - e a farlo per Paolini se vogliamo cambiare la città, dopo i 10 anni del centrosinistra che hanno affossato Lanciano. Per me, a ogni modo, non esistono le quote rosa, non sono una desinenza in “a” oppure in “o” a definire le persone, ma il lavoro, le competenze. Il “problema” delle donne è che sono poche a mettersi in gioco, in un momento in cui in politica pochi vogliono metterci la faccia».
E non ha paura di metterci la faccia, anzi lo fa dal 1997 Graziella Di Campli, che con la sua lista “Lanciano che verrà” ha conquistato 350 preferenze. Lei che è stata la prima sostenitrice della candidatura di Paolini a sindaco, è la 4ª consigliera più votata nelle 7 liste del centrodestra. «Sono contenta per il mio voto personale e per quello della lista», commenta, «c’è purtroppo il rammarico di non avercela fatta al primo turno per un pugno di voti. Ora siamo concentrati sul ballottaggio».
Riunioni, impegni che in tanti anni non hanno spento la voglia della Di Campli di fare politica. «L’amore per la città e la passione profonda che ho supera tutto», risponde. E sulle quote rosa aggiunge: «Sono orgogliosa di vedere oggi donne impegnate nella politica, io che ho iniziato in un mondo fatto solo di uomini, ma non ne faccio una questione di genere: conta solo essere persone valide».
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