«Le cascate del Rio Verde rischiano di scomparire»

BORRELLO. Sei associazioni ambientaliste lanciano il grido di allarme: «E se le cascate del Verde domani non ci fossero più?». Rewilding Apennines Ets, Salviamo l’orso, Lipu Abruzzo, Altura, Stazione...
BORRELLO. Sei associazioni ambientaliste lanciano il grido di allarme: «E se le cascate del Verde domani non ci fossero più?». Rewilding Apennines Ets, Salviamo l’orso, Lipu Abruzzo, Altura, Stazione ornitologica abruzzese e Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, con una lettera aperta si rivolgono all’Unione europea, ministero dell’Ambiente, Regione e Comuni di Rosello e Borrello. Le associazioni esprimono sorpresa e amarezza nell’apprendere del progetto di incremento della captazione delle acque della sorgente Surienze, nel territorio di Rosello ma strettamente connessa al torrente Rio Verde, a Borrello. «Idea progettuale», dicono, «di vecchia concezione, già respinta alla prima presentazione a inizio anni ’90. Captare altra acqua vuol dire sottrarla al fiume e all’ambiente, minacciando i cicli biologici connessi ai corsi d’acqua». C’è da dire anche che L’Unione europea ha speso ingenti capitali nell’ambito del programma Life per la conservazione e la tutela del gambero di fiume, inserito nella direttiva Habitat fra le specie animali che necessitano di una protezione rigorosa. Il più importante centro di riproduzione della specie in Abruzzo e Molise è quello di Borrello. «Le attività svolte in questo centro, che ha portato il nome di Borrello e dell’Abruzzo in Europa, sono fortemente minacciate dalla possibile riduzione idrica causata dal progetto Surienze. Già pesantemente minacciate dal riscaldamento globale, dalla natura carsica del bacino del Rio Verde e dalla riduzione delle precipitazioni, le cascate del Verde», concludono le associazioni, «resteranno come le vediamo oggi? O forse saremo costretti a cambiare il nome della riserva regionale perché le cascate non ci saranno più?».
Matteo Del Nobile
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