Le criticità di Fosso Marino «Area fortemente a rischio»

11 Agosto 2019

La Stazione Ornitologica Abruzzese rincara la dose dopo gli esposti dei giorni scorsi «Manifestazioni così si fanno negli stadi, non si trasforma la spiaggia in un’arena»

VASTO. «La lettura del verbale delle riunioni in prefettura e i molteplici allegati evidenziano enormi problematiche ambientali e procedure di legge che appaiono violate più volte tanto da meritare, appunto, le durissime valutazioni degli enti e delle autorità». La Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) risponde con le carte agli attacchi di cui è stata oggetto durante la conferenza stampa del sindaco Francesco Menna che ha parlato senza mezzi termini di «sedicenti ambientalisti che si nascondo dietro talune sigle».
«Al solito can can delle dichiarazioni e degli slogan di improvvisati benpensanti e politici indignati ma disinformati, è meglio rispondere con gli atti e i fatti», spiegano i responsabili dell’associazione, «in primo luogo, carabinieri e guardia di finanza evidenziano come sia del tutto inconcepibile pensare di portare 30.000 persone su Fosso Marino, un corso d’acqua classificato ufficialmente a rischio idrogeologico molto elevato. Poi si passa alla questione delle autorizzazioni sui lavori già effettuati sullo stesso Fosso con la distruzione della vegetazione. Da quella paesaggistica, dove la Sovrintendenza mette nero su bianco di non essere stata informata, a quella mancante dell'Autorità di bacino. La Regione fa mettere a verbale che sarebbero state compiute violazioni della normativa ambientale comunitaria, tanto da dover coinvolgere il ministero dell’Ambiente, finora incredibilmente silente nonostante sia stato oggetto dell’invio dei plurimi esposti di Soa e altre associazioni a scala nazionale. Infine, tra le righe negli allegati ci sono anche ulteriori riferimenti a un’informativa alla Procura per le concessioni balneari. A questo si aggiungono», proseguono gli ambientalisti, «enormi criticità di carattere logistico e di sicurezza. Anche su questo vogliamo sottolineare che, di fatto, derivano da una questione ambientale e urbanistica: la scelta di non voler fare l’evento in uno stadio normalmente attrezzato con parcheggi, vie di fuga, aree di filtraggio ma di voler trasformare ex novo una spiaggia in un’arena concerti».
Per la Soa «è questo l’errore originale dell’idea del Jova beach party, tanto che oltre a quelle di Fosso Marino con i pesci morti in seguito ai lavori del Comune basta guardare le immagini dall’alto di Roccella Jonica o quelle di Cerveteri con le dune completamente devastate dalle ruspe per rendersi conto che l’unico messaggio ambientale che sta arrivando è quello che si può occupare e trasformare ai fini di un profitto milionario aree naturali o semi-naturali per un concerto». Da qui l’appello al Wwf partner del Jova beach party. «Crediamo ce ne sia abbastanza per interrompere questa collaborazione». (a.b.)
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