Le donne denunciano il degrado del lago

Bomba, lunedì manifestazione davanti ai cancelli sbarrati del centro turistico Isola Verde abbandonato
BOMBA. Si sono date appuntamento per lunedì 31 agosto alle 10.30 davanti al cancello d’ingresso del centro turistico Isola Verde, sul lago di Bomba. Sono le rappresentanti degli Stati generali delle donne in Abruzzo e la loro intenzione è denunciare, come afferma la presidente Rosaria Nelli, «lo scempio e il degrado che pervadono da anni il centro turistico Isola Verde e tutta l’area del lago di Bomba. Non solo protesta, però, parleremo anche di un rinnovato impegno nell’organizzazione e promozione del turismo sostenibile sul nostro territorio». La manifestazione è organizzata in collaborazione con il comune di Bomba e le associazioni locali. Il 18 aprile del 1987 ci fu l'inaugurazione del centro turistico che doveva essere il fiore all’occhiello di un intero territorio. Oggi rovi, ruggine, strade dissestate, bungalow e ristorante all'abbandono fanno capire il perché della protesta. Nel 2009 il lago fu una delle sedi dei Giochi del Mediterraneo con un investimento di circa 2milioni di euro e, quello che doveva essere il rilancio, si è dimostrato il suo declino. «Trentatré anni fa», dice Nelli, «fu dato avvio ad un processo di sviluppo che ha portato sul territorio della Val di Sangro una crescita economica, occupazionale, culturale. Il progetto ha coinvolto giovani e donne che con il loro costante e qualificato impegno, hanno inciso sul cambiamento sociale del territorio. Il progetto assolutamente innovativo per il momento storico, ha elevato il territorio all’attenzione di interessi dei mercati nazionali ed internazionali e per i principi di sussidiarietà e di solidarietà che per il tramite dell’impresa sociale esprimeva in un sano rapporto tra pubblico e privato è stato all’attenzione di studiosi ed esperti del mondo accademico, per la sua innovazione. Dopo 30 anni di attività in seguito a soprusi, angherie e prevaricazioni», dice Nelli, «l’esperienza è stata messa alla porta».
La concessione delle strutture andò in scadenza cinque anni fa, la proroga non fu concessa e da allora non c’è stato nessun bando da parte dei commissari liquidatori della Comunità Montana. Impietoso è lo stato dell’arte: lago abbandonato, la carcassa di un battello è spettrale, il trenino della Valle non passa, le canoe non si affittano, il turismo è assente, la ruggine la fa da padrona.

