Le ex caserme diventano dei cittadini

2 Novembre 2014

La Difesa passa al Demanio la Berardi e la Bucciante: valgono 15 milioni, Chieti scelta in Italia come capoluogo pilota

CHIETI. Quando una semplice firma può cambiare la storia di una città, ne inverte il declino e la fuga di uffici e servizi. Accadrà domani in prefettura. E per Chieti sarà un giorno storico. L’ex caserma Berardi, già sede del 123° Reggimento, e l’ex ospedale militare della Villa comunale, la Bucciante, passeranno dalle mani del ministero della Difesa a quelle del Demanio che le affiderà alla città. Sono immobili che valgono 15 milioni. Per gli amministratori futuri di Chieti partono la scommessa e l’impegno più grandi che possano esistere. L’ex Berardi è composta da nove fabbricati e da una piazza d’armi grande quanto un campo di calcio di serie A, che di diventerà l’agorà della città. Ci sono anche una chiesa, una Santa Barbara, scavata nel terreno e campi da tennis e basket. Solo una parte di questi ampi spazi sarà destinata ai carabinieri. Tutto il resto accoglierà uffici e servizi pubblici. Il che vuol dire che Chieti ha la possibilità epocale di fermare l’emorragia di enti pubblici. La sfida di chi ci amministrerà sarà quella di individuare chi e cosa mettere nell’ex caserma di via Ferri. A differenza della Bucciante che sarà destinata ad accogliere una mediateca e mostre, quindi a rappresentare il fulcro del polo culturale che, da quel punto, non ha soluzione di continuità con la Civitella ed i musei della villa e dell’Università. La firma di domani è destinate a creare una città dai due baricentri, culturale alla villa ed economico nella zona dell’ex ospedale e il quartiere di Sant’Anna, zona in forte espansione. Si chiama “Piano di razionalizzazione delle sedi delle amministrazioni statali di Chieti” ciò che sarà sottoscritto in prefettura. E’ l’atto finale di un progetto partito il 28 aprile con l’insediamento del tavolo interistituzionale, già presieduto da Giovanni Legnini. All’incontro parteciperanno Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il direttore generale del Demanio Roberto Reggi e il direttore centrale Paolo Maranca. Legnini, vice presidente del Csm, porterà il suo saluto come promotore del progetto. E’ un esperimento pilota in Italia che permette di abbattere totalmente i costi a carico dello Stato per gli affitti passivi degli uffici statali periferici. E soprattutto garantisce servizi per i cittadini con il recupero di immobili militari dismessi. E’ una svolta.