Le famiglie sgomberate: «Troppi mesi in albergo»

26 Giugno 2015

Rabbia e rassegnazione per la “nuova” vita lontano dalle loro abitazioni L’assessore Di Naccio: senza bilancio approvato niente indagini nel sottosuolo

LANCIANO. Vivono divisi tra rabbia e rassegnazione. Tra voglia di agire, di sistemare le proprie case e il senso di impotenza perché da soli non possono rimettere in sesto colline che lentamente franano a valle. Vivono, o meglio, cercano di vivere alla meglio, nell’hotel indicato dal Comune le famiglie di Madonna del Carmine e Santa Giusta che hanno ricevuto le ordinanze di sgombero dalle proprie case per motivi di sicurezza, perché le abitazioni sono minacciate dalle frane che ne hanno addirittura eroso le fondamenta. Le famiglie di Madonna del Carmine sono da sei mesi in hotel. Quella di Santa Giusta da uno. Ma ci sono altre famiglie, nelle due contrade, che vivono nelle proprie abitazioni ma con paura e diffidenza perché hanno terrazzi e spiazzi con fratture e dislivelli. Ma non sono “pericolosi”, stando a quanto affermato dai tecnici del Comune.

«Ma come possiamo stare sicuri se non sono stati fatti carotaggi meticolosi?», chiedono a Santa Giusta. «Dal Comune vengono ogni tanto a “controllare”, ma danno uno sguardo e vanno via. È questo il monitoraggio? Aver transennato una strada?». «Vivere in hotel e sapere di non poter tornare in casa è devastante», dice una famiglia, «adesso capiamo chi è stato colpito dal terremoto e vive per mesi, se non anni, nei container. Non andiamo neanche più in Comune a chiedere notizie sui lavori, perché conosciamo la risposta: stiamo facendo il possibile, ma servono fondi che non ci sono. È facile parlare quando, comunque, dopo puoi rientrare a casa tua…».

Dal Comune attendono i fondi della Regione per avviare i lavori di consolidamento sulle due colline. «La situazione a Santa Giusta e a Madonna del Carmine è molto delicata», dice l’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio, «e il Comune controlla entrambe le frane con attenzione. Abbiamo già presentato i progetti in Regione e al Genio civile per fare i consolidamenti, progetti che sono stati integrati con le richieste di fondi per il versante Morena di Santa Giusta dove si è attivata una nuova frana. Dobbiamo aspettare l’approvazione del bilancio a fine luglio, per sbloccare altri fondi, almeno 20mila euro per fare scavi e analisi a Santa Giusta e monitoraggi nelle altre zone. Ricordo che il nostro Comune ha ben 9 zone rosse ad altissimo rischio idrogeologico e con frane in atto. Ma servono fondi ingenti per fare i lavori».

Si parla di almeno due milioni di euro per Santa Giusta perché sul versante Morena si è aperto un dislivello di 15 metri di altezza e la collina sembra si stia dividendo in due. «Attendiamo poi dalla Regione l’arrivo di 700mila euro promessi», ha chiuso Di Naccio, «ci sono i 400mila euro concessi per la messa in sicurezza di porta San Biagio, dove i lavori inizieranno a settembre, ma non ancora i 700mila euro promessi mesi fa».

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