Le famiglie ucraine si mobilitano: già raccolto un camion di aiuti

Trenta persone lanciano una catena di beneficenza e in poche ore arrivano quintali di alimenti e farmaci «Ondata enorme di affetto, non ce lo aspettavamo. Ora, il carico parte per Brescia e poi fino al confine»
LANCIANO. Non ce la faceva più Anna, mamma ucraina e da quasi 15 anni a Lanciano dove sono cresciuti i suoi tre figli, a stare con le mani in mano mentre nei telegiornali scorrevano le terribili immagini dell’offensiva russa contro il suo paese. L’idea le è nata così, da un’urgenza arrivata direttamente dal cuore e dalle viscere di animarsi per il proprio paese anche a chilometri di distanza e di fare qualcosa, subito. E così, da un piccolo annuncio su Whatsapp, e poi su Facebook, è nata una inarrestabile catena di solidarietà.
LA RACCOLTA Tutto si è svolto nella giornata di domenica: la chiamata a raccolta dei volontari partita dalle famiglie ucraine residenti a Lanciano (una decina di nuclei familiari per una trentina di residenti, una piccola comunità da anni integrata perfettamente in città), il tam tam sulle rubriche dei telefoni e i social network e l’avvio della raccolta nell’oratorio della parrocchia Sacro Cuore di Gesù ad Olmo di Riccio, dove don Nicolas ha messo a disposizione un ampio locale. In poche ore, dalle 17 alle 20, l’arrivo dei lancianesi con pacchi di generi alimentari, medicinali, pannolini, vestiti pesanti e coperte, è stato inarrestabile.
I VOLONTARI Non c’è stato tempo di avvisare le associazioni locali o crearne una. A gestire la raccolta sono direttamente i volontari ucraini aiutati da persone e volontari lancianesi che fanno capo alle Politiche sociali del Comune di Pescara per l’organizzazione degli aiuti. «Non avevo mai fatto nulla del genere prima», racconta Anna che in Ucraina, oltre ad amici e familiari, ha la mamma e la suocera anziane che non vogliono lasciare il paese, «mi sono ritrovata a gestire questa ondata enorme di affetto e di aiuti ed è stato tutto così bello e spontaneo. Spero che la guerra cessi in fretta, ma temo che avremo ancora bisogno di queste giornate di raccolta».
GLI AIUTI Serve qualunque cosa: cibo per bambini a lunga conservazione, coperte, vestiti pesanti, sacchi a pelo, latte in polvere, pasta, olio, medicinali come aspirina, tachipirina, siringhe, bende elastiche, antidolorifici, antinfiammatori, insulina, vitamine. In poche ore il pavimento dell’oratorio si è riempito di centinaia di sacchi che i volontari hanno smistato e imballato ieri mattina. Ieri pomeriggio è partito il tir organizzato e finanziato da un'azienda del territorio che ha voluto restare anonima, alla volta di Brescia da dove poi gli aiuti saranno diretti al confine ucraino. «Abbiamo fatto tutto in fretta», spiega una volontaria, Angelica, «perché ci è giunta voce che la situazione sta peggiorando: cominciano a scarseggiare latte e vestiti pesanti per i bambini». Intanto, da domani, la Curia di Lanciano ha organizzato una raccolta fondi in tutte le parrocchie.
GLI APPELLI «Come sindaco sento la necessità di sensibilizzare i miei cittadini attorno alla tragedia che si sta consumando in Ucraina», dice il primo cittadino Filippo Paolini, «chiedo di aderire all’invito del papa e di monsignor Emidio Cipollone per unirsi domani, mercoledì delle ceneri, alla preghiera e al digiuno». «Come gruppo Azione, d’accordo con i colleghi della minoranza», scrive il consigliere Giacinto Verna, «chiediamo che la nostra amministrazione si attivi con tutte le iniziative possibili, simboliche e pratiche, utili a manifestare solidarietà e vicinanza al popolo ucraino. Penso a gesti piccoli, ma di impatto, come l’esposizione della bandiera dell’Ucraina sul palazzo municipale, o l’illuminazione con i colori nazionali ucraini. Oltre a ciò, insieme agli altri gruppi di minoranza abbiamo chiesto ufficialmente la convocazione di un consiglio straordinario per esprimere solidarietà all’Ucraina, condannare la guerra e approvare una mozione che impegna il sindaco a manifestare pubblicamente la posizione del Comune di Lanciano».

