Le gole e l’abbazia risplendono di notte: è boom di visitatori

Inaugurata la nuova illuminazione costata 100mila euro Presenti sindaci e operatori turistici: «Vogliamo ripartire»
FARA SAN MARTINO. Ci si incammina, caschetti in testa, attraverso la strettoia delle Gole, imponenti pareti rocciose che quasi si sfiorano. Appena fuori appare, incastonato nella roccia, quel che resta di un convento benedettino. La mano dell’uomo dove non l’avresti mai detto. Sarebbe già bello così, ma al calare delle tenebre si compie l’incanto: le luci accendono di rara bellezza i resti dell’abbazia. L’illuminazione delle Gole e del monastero di San Martino in Valle, progetto finanziato dal programma “Giubileo della luce” dell’Anci, era pronta già un anno fa. Poi il 22 giugno 2019 l’incidente fatale a una turista di Ravenna, colpita da una pietra staccata dalla roccia, ha fermato tutto. Per un lungo anno il sito archeologico è rimasto vuoto, chiuso il sentiero, sospese le visite. A luglio di quest’anno la riapertura, dopo gli interventi di pulizia e messa in sicurezza su 12mila metri quadrati di parete rocciosa. Sono ripartite anche le visite guidate, con quattro turni al giorno e una volta a settimana in notturna. In un mese e mezzo la cooperativa Majexperience ha registrato circa 30mila visitatori (ma sono dati parziali) da tutta Italia. «Quello che abbiamo raggiunto è un risultato enorme», dice il sindaco Carlo De Vitis, che venerdì sera ha inaugurato ufficialmente l’abbazia illuminata con sindaci e amministratori dell’Aventino, il presidente del Parco Nazionale della Majella Lucio Zazzara, il direttore dell’Anci Abruzzo Massimo Luciani, i progettisti e gli operatori turistici locali, «non dimentico la disgrazia che ha colpito Sandra Zanchini e la sua famiglia, ma la montagna non può essere chiusa. Possiamo consigliare l’uso del caschetto e mettere in guardia che in caso di allerta meteo non è possibile accedere a questi luoghi». Con il Giubileo della luce l’Anci ha finanziato interventi di efficientamento energetico e illuminazione dei luoghi di culto di particolare pregio storico e artistico. Il progetto di Fara ha ricevuto 100mila euro. Le nuove luci possono essere accese per due ore a sera, fino a mezzanotte, quando la visita è consentita. «Siamo in una zona altamente protetta del Parco, l’illuminazione deve avere il giusto impatto sulle specie che ci circondano», spiega il primo cittadino, «il nuovo impianto ben accompagna con la luce la sensazione della scoperta storica, naturalistica, architettonica e religiosa del contesto eremitico dell’abbazia e di quello naturalistico delle Gole. Ringrazio per la vicinanza i colleghi sindaci: la tanto aspirata rete che vogliamo creare sul territorio è quando un turista, che viene in notturna a Fara, il giorno dopo visita le Grotte del Cavallone o il parco di Iuvanum». «È una nuova possibilità di conoscenza della Maiella», commenta il presidente Zazzara, «che, sono sicuro, porterà ancora più visitatori sul magnifico versante orientale».

