Le imprese: più tutele per il porto

26 Settembre 2019

L’associazione Oasi si appella a Marsilio: serve un piano regionale

VASTO. Perplessità, timori e anche il desiderio di trovare una soluzione che finalmente dia al porto di Vasto il posto che merita. C’è tutto questo nella lettera aperta che gli operatori dell’associazione Oasi di Punta Penna hanno scritto al governatore Marco Marsilio stigmatizzando la scelta di puntare su Civitavecchia al posto di Ancona come autorità portuale. L’iter di revisione della legge 84/94 dopo anni ha istituito le autorità portuali, indicando gli scali abruzzesi organici a quella di Ancona. «Ora», dicono gli imprenditori vastesi, «è spuntato fuori il nome di Civitavecchia. Sarebbe auspicabile che la Regione approntasse un proprio piano strategico della portualità, tenendo conto di tutti i porti abruzzesi, con un coordinamento unitario in seno all’organo di gestione. Possiamo garantire che, anche in relazione all’ultimo incontro che si è svolto alla Camera di Commercio Chieti Pescara, la preferenza di Civitavecchia non ci pare poggi su basi tangibili con dati che, onestamente, non rappresentano con concretezza il sistema della logistica portuale. Mai nessuno ha chiarito, con puntualità ed esattezza, quale sarebbe l’impegno di Civitavecchia, in termini di investimento, sull’ipotesi di accorpare gli scali abruzzesi e come, eventualmente, raggiungere gli incrementi sperati in entrata e uscita. Insomma, all’oggettività dei dati si è preferito inseguire un sogno già bocciato in partenza dalla stessa volontà del governo centrale. Noi, invece, riteniamo che, indipendentemente dai corridoi o dalla possibilità di ricadere nell’ambito delle due diverse Autorità, sarebbe auspicabile che la Regione appronti un proprio Piano Strategico della portualità, con un coordinamento unitario in seno all’organo di gestione. Ci piace pensare e puntare a un ruolo da protagonisti, non da subalterni aggregati a qualcuno, solo per fare volume». (p.c.)