Le note dell’organo tornano a risuonare nella cattedrale

25 Ottobre 2023

Ortona, strumento restaurato grazie alle offerte dei fedeli Il primo novembre l’inaugurazione con l’arcivescovo

ORTONA . L’organo monumentale della cattedrale di San Tommaso apostolo è pronto per tornare a suonare dopo il restauro. Il primo novembre, in occasione della festa di Ognissanti, si terrà la messa inaugurale per il restauro dell’organo Mascioni. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo Emidio Cipollone, con la partecipazione della cappella musicale san Tommaso apostolo, diretta dal maestro Giovanni Sarchese e all’organo il maestro Adriano Paolini.
Un lavoro, quello fatto sullo strumento, reso possibile grazie a una campagna di donazioni che la parrocchia aveva istituito e che attualmente è ancora aperta, con la quale si è chiesto a fedeli, istituzioni, attività commerciali e aziende di contribuire con un piccolo obolo all’opera di restauro. Come ha spiegato il parroco della cattedrale don Roberto Geroldi, l’organo di San Tommaso apostolo in Ortona è stato costruito dalla ditta Mascioni nel 1968 come opera numero 910, ed è stato progettato da padre Egidio Circelli di San Bartolomeo in Galdo, al tempo preside del Pontificio istituto di musica sacra a Roma.
È uno strumento di notevoli dimensioni, composto da oltre tremila canne collocate in coro dietro l’altare maggiore; ha trasmissioni di tipo elettropneumatico con somieri comandati da una consolle a tre tastiere posizionata a piano chiesa. «La caratteristica più importante di questo organo», rivela don Roberto, «è che è stato ideato, progettato e realizzato appositamente per la cattedrale ortonese in base all’abside della chiesa per avere massima risonanza a livello acustico e che è stato costruito in loco dalla ditta».
Il costo dell’intero intervento ammonta a 60mila euro e fino a con le sottoscrizione è stata raggiunta la metà della cifra. L’intervento ha preso il via il 18 settembre con lo smontaggio delle parti interne che sono state portate nel laboratorio della ditta. Successivamente sono iniziati i lavori, sul posto, di smontaggio e pulitura. Una volta terminate le azioni più invasive sono state rimontate le canne del frontale. Il 16 ottobre, invece, ha preso il via il lavoro di incordatura. Si tratta dell’organo moderno più grande d’Abruzzo e che oggi ha un valore di circa 700mila euro. «Dopo la celebrazione eucaristica del primo novembre, l’organo avrà bisogno di un momento di assestamento», conclude don Roberto, «ma sono già in programma due concerti per dicembre, il 3 con l’organista Roberto Marini e un altro previsto per domenica 10». Quest'opera di restauro, iniziata principalmente a causa di seri problemi di resa acustica, rappresenta il primo intervento importante fatto sullo strumento in questi 54 anni.
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