Le prime nozze gay nel Chietino

Torino di Sangro, Peppino e Vincenzo si erano conosciuti su Facebook: «Niente è irraggiungibile»
TORINO DI SANGRO. L’abruzzese si chiama Peppino Natale, 39 anni, originario di Fossacesia e residente a San Vito Chietino, operaio Sevel; l’altro è campano: Vincenzo Caputo, 22 anni, di Palinuro, in provincia di Salerno. Da venerdì scorso sono diventati la prima coppia gay che si è unita con il rito civile in provincia di Chieti. Le unioni civili sono state introdotte in Italia con l’approvazione, nello scorso maggio, della cosiddetta legge Cirinnà. Ad unire la coppia è stata l’emozionata sindaca di Torino di Sangro, Silvana Priori. La cerimonia si è tenuta in municipio. Peppino e Vincenzo, vestiti in abito scuro con fiori bianchi ai rispettivi occhielli, erano commossi e felici. Il pranzo nuziale si è tenuto il giorno successivo, alla presenza di 200 invitati tra parenti e amici, nella splendida cornice del ristorante La Castellana di Treglio.
«Al cuore non si comanda, perché i sentimenti, quelli veri, non possono essere nascosti»: questo è il pensiero che abbiamo raccolto tra gli amici e i parenti. Peppino e Vincenzo hanno voluto consolidare il loro legame d’amore, sbocciato attraverso Facebook tra confidenze e racconti che li hanno fatti avvicinare ogni giorno di più, fino ad incontrarsi sul litorale di San Vito per conoscersi sfidando ogni pregiudizio. Da quel 14 agosto dello scorso anno Peppino e Vincenzo non si sono più lasciati.
«Emozionati e felici per il giorno più bello della loro vita», decisi a far valere i propri sentimenti puri, grazie anche all’amore delle loro famiglie che non hanno ostacolato il loro legame, dimostrando un’apertura eccezionale, perché i figli s’o pezz e core. A rendere magico il giorno speciale di Peppino e Vincenzo, un raffinato addobbo curato da Florigarden, i nuovi vivai Natale, con una cascata di toulle bianco utilizzato per ricoprire la struttura di un gazebo centrale, dove gli sposi si sono sistemati per ripetere simbolicamente il loro “sì”, due alzate di fiori blu e bianchi, sedie dello stesso colore anche per gli invitati. Una festa piena di calore, il pranzo in piena regola, musica con Valeria e Domenico, e per finire la confettata. Felici e sorridenti, entrambi.
«Con molta fatica», racconta Peppino, «ho voluto trasmettere il mio messaggio. Ho cercato di andare contro corrente perché sono molto riservato. Ho confidato ai miei genitori, nel periodo di Pasqua, il mio segreto. Credevo di arrecare dolore e invece ho trovato una vera famiglia, che mi ha stupito. La nostra è stata una festa molto bella, ho sentito il bene da tutti, anche i miei amici gay mi hanno fatto i complimenti, perché mi hanno visto come un'icona e molti di loro vogliono percorrere lo stesso cammino. Voglio dare una speranza alle persone come me: tutto è possibile restando se stessi e niente è irraggiungibile».
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