Le rassicurazioni non bastano, la protesta alla Dayco va avanti

28 Aprile 2024

I sindacati rilanciano e anticipano lo sciopero di mezza giornata: braccia incrociate dalle 15 di oggi Giudizio positivo sull’intervento di sindaco e Confindustria, ma resta il timore della delocalizzazione

CHIETI. «Riteniamo molto positivo il fatto che il sindaco si interessi alle vicende di una delle più grandi aziende del territorio cittadino, ma la vertenza va avanti». Lo sciopero Dayco dunque continua, anche dopo l’incontro di venerdì pomeriggio tra il sindaco Diego Ferrara e i vertici della sede teatina dell’azienda leader nella produzione di cinghie di trasmissione. Nel corso del vertice sono state fornite rassicurazioni circa la volontà di non delocalizzare la produzione dello stabilimento dello Scalo, ma i sindacati non si fidano.
Il segretario regionale della Filctem Cgil Carlo Petaccia giudica senza dubbio positivo l’incontro di venerdì pomeriggio ma, insieme a Femca Cisl e Uiltec Uil conferma le ulteriori due giornate di sciopero convocate a seguito dell’assemblea dello scorso mercoledì. Non solo l’astensione dal lavoro non si ferma, ma anzi è stata ampliata. Oltre alle 48 ore di braccia incrociate indette da Cgil, Cisl e Uil per domani e martedì prossimo, si è deciso di far partire la protesta mezza giornata prima, vale a dire dalle 15 di oggi pomeriggio. Il tutto si aggiunge alle prime due giornate di sciopero che si sono già svolte martedì e mercoledì scorsi che hanno visto quasi tutti i 329 dipendenti dello stabilimento, interinali compresi, fermarsi quasi in blocco. Per solidarietà ha scioperato anche lo stabilimento di Manoppello che conta altri 223 lavoratori.
Le rassicurazioni arrivate da Confindustria, dai vertici Dayco e dal Comune non hanno al momento sortito effetti. L’incontro di venerdì ha visto la presenza del sindaco Ferrara, del direttore operation Dayco Carlo Fulgenzi, di Silvana Roatta Hr Dayco, di Luigi Di Giosaffatte e di Massimo Cervellini per Confindustria. «Nei giorni scorsi avevamo appreso con seria preoccupazione la notizia di una possibile delocalizzazione della DaycoA, aveva detto Ferrara dopo l’incontro di venerdì, «grazie al confronto avuto, ho ottenuto rassicurazioni che non c’è alcun rischio né di delocalizzazione né di perdita dei posti di lavoro. Siamo lieti che i vertici aziendali, insieme al quelli di Confindustria, abbiano voluto rassicurarci, spiegandoci che si tratta esclusivamente di un progetto per assicurare la continuità produttiva dei tre siti abruzzesi in caso di eventi straordinari legati a calamità naturali e guasti rilevanti». Il progetto fa sì che parte della lavorazione della materia prima per le cinghie sia affidata alla Novurania di Trento. (a.i.)
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