«Le scuole parlino di Falcone e Borsellino»

14 Gennaio 2018

Legnini, vicepresidente Csm, ricorda i due giudici uccisi dalla mafia: «Iniziative così contribuiscono alla memoria storica»

VASTO. La sicurezza di un territorio comincia dall’educazione alla legalità. Ne sono fortemente convinti il presidente del tribunale di Vasto, Bruno Giangiacomo; il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio; il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Vittorio Melone. Ed è stato questo lo scopo della cerimonia in omaggio ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che si è svolta ieri mattina nel palazzo di giustizia di via Bachelet. In un’aula magna affollata di studenti e operatori di giustizia, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, affiancato dai magistrati vastesi e dal sindaco Francesco Menna, ha scoperto una lastra commemorativa dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia. La cerimonia si intitolava “Falcone e Borsellino: la passione di una vita”.
«È importante fissare nella memoria delle scolaresche figure così importanti nel percorso per la legalità di questo Paese», ha detto il Legnini. «Importante avere secretato gli atti del 1992, un anno drammatico. Altrettanto importante contribuire alla memoria storica con eventi come questo», ha rimarcato Legnini. Non una parola sul taglio dei tribunali. «Dico solo che questo è un ufficio giudiziario molto importante. Altro non aggiungo perché l’argomento odierno è un altro», ha concluso il vicepresidente del Csm.
La tavola rotonda è iniziata con i saluti di Anna Paola Sabatini, direttore dell’Ufficio scolastico del Molise, e del sindaco di Vasto, Francesco Menna. A seguire l'intervento del procuratore Di Florio. «Grazie», ha detto Di Florio agli studenti, «per la bella visione che mi è data da questo banco, la vista e la speranza di un futuro bello basato sulla legalità». «La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia», ha aggiunto la senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, ricordando anche la figura di Antonio Caponnetto, padre del pool antimafia. Nel corso del dibattito sono stati presentati i volumi pubblicati dal Csm 25 anni dopo la morte dei due magistrati simbolo del coraggio nella sfida alla criminalità organizzata. (p.c.)
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