Le serate vintage riempiono stand e alberghi

A “Baciami piccina” oltre 20mila presenze. Lite cantante-organizzazione sul pagamento di un concerto
LANCIANO. È stata l'edizione dei record quella di “Baciami piccina - vintage summer night” che per due sere, sabato e domenica scorsi, ha fatto rituffare il centro cittadino nelle atmosfere dei magnifici anni '50 e '60, l'epoca del boom economico, delle strizzate d'occhio alla moda e ai tormentoni americani, ma ancora tanto intrisa dell'Italia rurale e lavoratrice che usciva dalla guerra. Complice la splendida scenografia naturale del cuore della festa, piazza Garibaldi, che si presta particolarmente alla ricostruzione vintage grazie a botteghe e vicoli che sembrano fermi nel tempo, la manifestazione ha richiamato migliaia di persone che con entusiasmo hanno indossato abiti, acconciature, calzature e accessori di quegli anni.
«È stata una edizione pazzesca», afferma Massimo Valentini, presidente dell'associazione Baciami piccina, «dopo due anni di Covid e di fermo era dura ricominciare, ma ce l'abbiamo fatta ed è andata alla grande, oltre le nostre aspettative. Nelle due serate ci sono state oltre 20mila persone e la cosa che mi ha riempito di orgoglio è che in tanti sono arrivati anche da fuori regione da città come Vieste, Taranto, Lecce, Caserta. I B&b erano tutti pieni».
Quest'anno la festa ha occupato anche piazza Plebiscito che si è prestata a fare da vetrina naturale ad auto e veicoli d'epoca che hanno fatto la gioia di tanti fotografi amatoriali e non, e piazza del Malvò che ha ospitato balli e musica country, apprezzatissimi dagli amanti del genere. «Sono aumentati gli stand, le attività», commenta ancora Valentini, «ed era palpabile l'entusiasmo dei lancianesi che amano questa manifestazione, partita otto anni fa per gioco e per passione da parte di un gruppo di amici affiatati e che adesso è a tutti gli effetti un appuntamento atteso ogni anno».
Ma a sporcare il bilancio della kermesse è arrivata la polemica da parte di uno dei cantanti ospiti, Antonio Sorgentone. «Ho suonato con tutto me stesso», ha scritto l'artista su Facebook, «sono piaciuto al pubblico tanto che sono stato 45 minuti a firmare autografi. Finisco il concerto e la bella sorpresa: mi pagano di meno perché all'organizzatore il concerto non è piaciuto». «Preferiamo non commentare quanto espresso da Sorgentone», replica Valentini, «dico solo che sono accadute delle cose molto gravi prima dell'esibizione che lui sa e che sa il direttivo».
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