Le strade cambiano nome Documenti da rifare

Arriva l’anagrafe nazionale: addio a numeri romani e denominazioni generiche Disagi per i cittadini, mentre il Comune deve sostituire targhe e cartelli stradali
LANCIANO. Nuovi segnali, 25 nuove vie da nominare e documenti dei residenti da modificare. Sono le conseguenze del riordino della toponomastica cittadina, in corso in questi mesi e che porterà cambiamenti. Se fino ad oggi, ad esempio, c’era semplicemente via Cavour, alla fine del riordino sarà: via Camillo Benso conte di Cavour, con tanto di nuovi segnali e nuova indicazione sui documenti di identità, se scaduti. Un lavoro piuttosto lungo, che l’ex responsabile dell’ufficio anagrafe Carmine Di Viriglio sta portando avanti con un vigile urbano, voluto da ministero dell’Interno e Istat. «La legge prevede la realizzazione dell’anagrafe nazionale della popolazione residente», spiega il sindaco Mario Pupillo, «permetterà di avere un’anagrafe centrale unica a vantaggio dei cittadini. Di pari passo viaggia la regolarizzazione della toponomastica e della numerazione civica delle città che deve rispettare precise regole. Niente più generalizzazioni: non più via Garibaldi, bisognerà specificare se Anita o Giuseppe». Ovviamente non ci dovranno essere duplicati. In città tra le oltre 182 vie e piazze capita di avere: via Bianco, ai Cappuccini e vicino via De Crecchio, e largo Bianco.
«Dobbiamo avere una codifica unitaria e precisa delle vie», dice Di Virgilio, «cambiano anche i numeri civici: quelli romani scompariranno. Via IV Novembre, ad esempio, diventa via Quattro Novembre. Per ora abbiamo analizzato il centro, la difficoltà è stata nella zona storica. Per via Ricci, via Fieramosca e salita Fenaroli, con l’aiuto dell’ispettore archivistico Domenico Del Bello, siamo riusciti a capire che si tratta di famiglie che abitavano nelle zone. Saranno quindi da cambiare in via Famiglia Ricci, via Famiglia Fenaroli e via Famiglia Ferramosca e non più via Ettore Fieramosca. Ora lavoriamo sulle contrade: siamo a 13 su 33». Qui a non ridare sono, soprattutto, i numeri civici. Ci sono poi nuove strade da denominare. «Ci sono già 25 vie e larghetti da intitolare», dice Pupillo, «c’è un elenco di richieste depositato da alcuni anni in Comune. Sono per Luigi Milano, maggiore della II guerra mondiale e partigiano; Vittorio Martelli, pittore e scultore; Federico Mola, studioso e partigiano; Giuseppe Gargarella, Florindo Carabba ingegnere, Pasquale Salvucci filosofo. Inoltre vorremo intitolare a Gennaro Paone la piazza davanti alla Bper». Ma questi cambi hanno conseguenze su segnaletica e cittadini. Dove manca la cartellonistica deve essere subito sistemata, così come da cambiare sono le targhe deteriorate (in città sono molti i segnali distrutti o mancanti) mentre con calma si adeguerà il resto della segnaletica, che ha comunque dei costi. I cittadini avranno il “fastidio” di aggiornare i propri documenti: subito chi ha necessità specifiche e ha visto cambi nella denominazione della via, altrimenti si può attendere la scadenza del documento.
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