Le tre liste a Ortona: «Pronti a impegnarci, siamo un cantiere»

FdI, Ortona Popolare e Città che amo coalizzati per il 2025 D’Alessandro (Iv): basta con la pratica dei saltatori di carro
ORTONA. «Tre giunte azzerate in meno di un anno e una città svuotata di ogni prerogativa nel suo ruolo di riferimento sul territorio. È solo grazie all'atto di responsabilità dei consiglieri comunali che oggi la città può prepararsi per tornare alle urne e per dare ai cittadini la possibilità di imprimere con il loro voto un cambiamento decisivo per il futuro». Così ieri nella Sala Eden gli ex consiglieri comunali Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Simona Rabottini, Italia Cocco, Simonetta Schiazza, Antonio Sorgetti e Gianluca Coletti hanno, di nuovo, messo in evidenza la «responsabilità politica del sindaco Leo Castiglione, incapace di amministrare la città e persino di tenere insieme i pezzi della sua maggioranza. Ortona ha pagato un prezzo molto alto», hanno sottolineato gli ex consiglieri dei gruppi politici Fratelli d’Italia, Ortona Popolare e Città che amo in una nota, «all’ostinazione di un sindaco incapace di attuare anche una parte infinitesimale del programma che aveva presentato e sul quale aveva chiesto la fiducia dei cittadini. Il consiglio comunale aveva di fatto sfiduciato lui e la sua giunta già un anno fa, ma Castiglione ha rifiutato di prendere atto di una situazione che si era fatta evidentemente insostenibile. Dopodiché non è riuscito neppure ad arrivare all'approvazione del bilancio, facendo precipitare il Comune in gestione provvisoria». «Il senso di responsabilità della maggioranza dei consiglieri ha consentito di sbloccare una situazione ingessata e non più tollerabile», hanno sottolineato ancora i componenti del gruppo che è stato all'opposizione «consentendo l'arrivo di un commissario prefettizio che ha già dato dimostrazione e prova di capacità e competenza, e il cui lavoro inizia già a farsi vedere. Ora tocca alla città rispondere. Noi abbiamo avviato un progetto che sta già dando i suoi frutti nel confronto costante delle idee: siamo un cantiere in costruzione», hanno concluso gli ex consiglieri, «ripartiamo da qui, dalla buona politica e da tutti coloro che hanno voglia di impegnarsi per migliorare la comunità in cui viviamo».
Sullo scioglimento anticipato del consiglio comunale interviene anche l’ex deputato Camillo D'Alessandro (Italia Viva) sottolineando l'importanza di porre fine alla pratica dei «saltatori di carro». D'Alessandro sostiene che «la conclusione anticipata di un mandato elettorale non è una festa e gli ortonesi non sono contenti. I primi ad aver fallito sono gli eletti in uno schieramento passati poi nell’altro: non è che alcuni sono nobili e altri opportunisti, si tratta della stessa identica pasta» e «pare che l’unico coerente rimasto sia Ilario Coccciola. Lui sa bene che non ho mai condiviso la scelta dell’apparentamento» e che non ci sarebbe stata molta affidabilità «dei vari Gianluca Coletti o Giorgio Marchegiano, uno ora destra e uno con Castiglione». Per D’Alessandro il punto «è liberare Ortona dai giochi di palazzo e dai suoi protagonisti. Sono tre volte, da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, che ben tre sindaci sono stati costretti alle dimissioni o mandati a casa anticipatamente: Nicola Fratino, Enzo D’Ottavio e Leo Castiglione» e «se ci si pensa più o meno ad agire sono stati sempre gli stessi, da dentro o fuori il palazzo, e oggi si ritrovano tutti insieme appassionatamente, destra e sinistra, nemici ed avversari, tutti sul carro di Fratelli d’Italia. A breve lancerò un’iniziativa pubblica dal titolo: “Fuori la verità. Ora Ortona daccapo”».

