Le udienze si fanno in aula ma discussioni a porte chiuse

6 Maggio 2020

LANCIANO. Udienze penali in aula, a porte chiuse e non in videoconferenza; negli uffici limitazioni all’accesso al pubblico; un protocollo unitario per gli 8 tribunali regionali per i processi civili....

LANCIANO. Udienze penali in aula, a porte chiuse e non in videoconferenza; negli uffici limitazioni all’accesso al pubblico; un protocollo unitario per gli 8 tribunali regionali per i processi civili. È la fase due della giustizia in città. Gli aspetti organizzativi della ripartenza, che scatterà dall’11 maggio dopo due mesi di lockdown, sono stati messi a punto dal presidente del tribunale Riccardo Audino e dalla presidente dell’Ordine degli avvocati Silvana Vassalli, ma anche in linea con quanto indicato dalla Corte d’appello. Ripartiranno i procedimenti ma resterà ancora in vigore il criterio dell’urgenza perché il periodo di emergenza durerà fino al 31 luglio. «L’attività, che non si è mai fermata del tutto, riparte seguendo il criterio dell’urgenza dei procedimenti e delle richieste», dice Vassalli, «urgenze stabilite dalla legge, come le convalide degli arresti, la divisione degli alimenti, ma anche quelle che vanno a discrezione del tribunale, ad esempio i processi in odore di prescrizione. A livello del distretto, i tribunali abruzzesi, grazie al coordinamento del presidente della Corte d’appello e alla compattezza di magistrati e avvocati, hanno redatto un protocollo unico in materia di civile, lavoro e fallimento, invece per il penale ognuno ha protocolli diversi in base alle diverse situazioni, anche logistiche».
Per Lanciano, la particolarità è che tutti i processi penali saranno fatti in aula e non da remoto. «Nel nostro tribunale si possono dividere gli accessi, ci sono più aule, finestre», precisa Vassalli, «e ci permette di poter fare le udienze penali in presenza, ovviamente con criteri precisi e a porte chiuse. Di certo non si faranno i processi che hanno tanti imputati, perché bisogna evitare assembramenti, si faranno quelli a rischio prescrizione, con pochi test e le convocazioni saranno fatte con orari prestabiliti, due alla volta e con i protagonisti del secondo processo che attendono fuori dal palazzo. Si riparte davvero, con almeno 5, 6 processi alla volta, ma per andare a pieno regime bisogna attendere il 31 luglio». E i cittadini possono recarsi in tribunale per necessità? «Resta in vigore il criterio dell’urgenza», chiude Vassalli.