Le urla dell’impiegata fanno fallire il colpo

Tre banditi entrano da una grata e trascorrono la notte nell’ufficio. Alle 8 in punto scatta il raid. Che finisce con la fuga
VASTO. Il piano era perfetto, la conoscenza dei luoghi pure. L’inaspettato arrivo di una dipendente, però, ha fatto fallire il colpo di tre audaci aspiranti rapinatori che dopo aver trascorso la notte nel sotterraneo dell’ufficio postale dell’Incoronata, hanno accolto la direttrice con la pistola in pugno intimandole di aprire la cassaforte. Le urla di una dipendente fuggita dopo averli visti, ha costretto i tre alla ritirata. Le pistole - poi rivelatesi armi giocattolo - sono state abbandonate sul posto. È probabile che i tre non siano andati lontano. Sulla vicenda indagano i carabinieri diretti dal maggiore Amedeo Consales. Tre anni fa nello stesso ufficio due uomini armati portarono via 50mila euro.
La dinamica. La banda è entrata in azione durante la notte. I tre hanno aperto una grata sul marciapiede nel retro dell’edificio, si sono calati nel seminterrato dell’ufficio postale e, aiutandosi con trapano e martelli, hanno aperto un buco nel muro del bagno che consente di accedere all’ufficio del dirigente postale dove si trova la cassaforte. A quel punto si sono seduti e hanno atteso l’arrivo della direttrice. Alle 8 la donna è entrata. I tre hanno coperto volto e mani e accolto la dirigente con una pistola puntata alla testa. Subito dopo hanno chiesto alla donna la combinazione della cassaforte. Hanno cominciato ad armeggiare ma è arrivata un’impiegata. Quest’ultima li ha visti e ha reagito scappando e urlando. I tre rapinatori a quel punto, ben sapendo che in pochi minuti l’ufficio sarebbe stato circondato dalle forze dell’ordine, sono fuggiti imprecando dalla stessa grata dalla quale erano entrati.
Identikit della gang. I tre hanno pronunciato pochissime parole ma il loro italiano era corretto. Probabilmente sono abruzzesi. Nonostante il camuffamento la loro agilità ha tradito la giovane età. Durante la fuga si sono sfilati i cappucci( vicino c’è la scuola e la chiesa e i loro cappucci sarebbero stati notati) e hanno abbandonato le armi giocattolo nello scantinato dell’ufficio postale.
Soccorsi, indagini e ipotesi. I primi ad arrivare sono stati i carabinieri. I militari diretti dal maggiore Consales hanno richiesto sul posto l’arrivo di un’ambulanza del 118. Sia la direttrice e sia la dipendente erano in evidente stato di shock. Gli investigatori hanno raccolto la loro testimonianza e contestualmente hanno avviato la caccia ai tre. Il territorio è stato passato al setaccio. Un elicottero si è alzato in volo cercando i banditi in fuga. Posti di blocco sono stati istituiti all’ingresso dellìautostrada A14 e sulle principali arterie. Non è escluso che i tre si siano nascosti non lontano dall’ufficio postale. Forse potrebbero abitare nelle vicinanze. La dinamica della tentata rapina racconta la perfetta conoscenza dell’ufficio e gli orari di apertura e chiusura della vicina scuola. A dare una mano agli investigatori potrebbero essere le telecamere della videosorveglianza. L’obiettivo potrebbe aver catturato quei pochi secondi della fuga in cui i tre hanno avuto scoperto il volto. Si confida anche in qualche testimone che potrebbe avere visto i tre mentre fuggivano.
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