Le vecchie caserme, il “tesoretto” che fa rivivere i quartieri

20 Maggio 2024

Il Comune investe sugli edifici lasciati dai militari di leva Vanno avanti i progetti su Berardi, Bucciante e Pierantoni

CHIETI. Era la città delle grandi caserme ma l’abolizione della leva obbligatoria ne ha chiuse molte. Solo la caserma Rebeggiani, allo Scalo, è rimasta in piena attività: Chieti però resta tuttora la città delle grandi caserme, da riaprire con altre funzioni. Un modo per rivitalizzare interi quartieri, come nel caso di Sant’Anna e della caserma Berardi, ex sede del 123° Battaglione fanteria. Delle cinque grandi caserme teatine, la Rebeggiani è ancora sede del Centro nazionale amministrativo dei carabinieri; la Spinucci, in piazza Garibaldi, è occupata da uffici della questura; mentre la Berardi, la Bucciante e la Pierantoni sono dismesse. Ma in tutte e tre si lavora alla riapertura.
I progetti vanno avanti tra mille ostacoli e all’insegna dei ritardi, ma non si sono arenati. «Come Comune cerchiamo di seguire l’iter della rivitalizzazione», assicura l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «sulla Berardi abbiamo anche un progetto interamente comunale, per cui però ci muoveremo solo quando avremo il via libera del Demanio, visto che il nostro intervento è collegato a quello più generale della rifunzionalizzazione della caserma. Su questo intervento abbiamo avuto un incontro a Roma proprio con il Demanio che sta pensando a possibili variazioni del progetto».
Era il 3 novembre 2014 quando, su impulso dell’ex sottosegretario Giovanni Legnini, in prefettura veniva siglato il “Piano di razionalizzazione delle amministrazioni dello Stato site in Chieti”. Presentato come un progetto pilota in Italia, il Piano mirava ad azzerare i fitti passivi degli uffici statali teatini, assicurando una riorganizzazione di funzioni e servizi a vantaggio dei cittadini. Il Piano prevedeva che due caserme militari dismesse fossero riaperte per essere trasformate una, la Bucciante, in un polo culturale, e l’altra, la Berardi, in un polo logistico-amministrativo.
In entrambe le ex caserme i lavori sono iniziati, ma la conclusione è ancora lontana. I 23mila metri quadrati della Berardi sono destinati a ospitare sedi delle forze dell’ordine, dell’Agenzia delle entrate, della Direzione territoriale del lavoro, dell’Agenzia delle dogane e anche una nuova scuola che dovrebbe essere pronta per settembre. Alla Bucciante andranno la nuova biblioteca provinciale, la sede dell’Archivio di Stato e un polo universitario. Per l’Archivio di Stato i lavori sono già in fase avanzata, per la biblioteca sono appena iniziati e, affidati all’impresa De Cesare, dovrebbero terminare entro il 2026, per il polo universitario si cerca ancora una integrazione di fondi. La Pierantoni dovrebbe riaprire le porte nel 2026 trasformandosi in uno studentato con 149 posti letto, riportando così gli studenti universitari sul colle.
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