Le vetrine addobbate con Liborio

14 Febbraio 2021

Iniziativa in più di 40 negozi: esposti i simboli del libro di Rapino

LANCIANO . Oltre 40 attività commerciali hanno aderito all’iniziativa “Il Carnevale di Liborio”, che ha trasformato le vetrine dei negozi del centro in un tripudio di simboli dedicati al personaggio del romanzo di Remo Rapino. Un’iniziativa corale, gratuita e semplice, sia per manifestare l’orgoglio tutto lancianese di avere come concittadino il vincitore del Premio Campiello 2020, sia per dare visibilità ai negozianti, soprattutto in un periodo così buio per il commercio.
Vista la grande partecipazione dei commercianti, la manifestazione è stata estesa all’intero mese. Peccato che da oggi la provincia di Chieti entri in zona rossa: per molti negozi - tranne alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, librerie, tabaccherie, fiorai, elettronica, negozi per l’infanzia - ieri è stato l’ultimo giorno di apertura. Per le prossime due settimane le saracinesche devono rimanere abbassate. Ma le vetrine restano visibili a testimoniare la passione dei commercianti per il loro lavoro e per la città. L’iniziativa nasce da un’idea dell’Agenzia Scribo e dello scrittore ed è stata realizzata con l’adesione del Comune di Lanciano (assessorato alla cultura), la collaborazione del consorzio Le Vie del Commercio e la partecipazione di Confesercenti Lanciano e Ascom Abruzzo. I commercianti del centro cittadino hanno accettato l’invito ad esporre nelle loro vetrine, con un tocco d’arte e di personalità, un simbolo o più d’uno che caratterizzi il protagonista di “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (minimum fax): il romanzo innanzitutto, ma anche girasoli o comunissime pietre, un vecchio cappotto, il libro “Cuore” di De Amicis, una valigia d’epoca o altri oggetti che possano ricondurre al folle più amato d’Italia. Le fotografie delle vetrine, insieme al nome della relativa attività commerciale, sono pubblicate sulla pagina Facebook di Scribo. E chissà che Liborio, personaggio che è “Carnevale fuori e Quaresima dentro” come lo descrive il suo autore, non diventi una maschera tutta lancianese, come Pulcinella a Napoli. (s.so.)