Legale esterno per il Comune: è polemica

Causa con una dipendente, Costa (Forza Chieti) accusa: «Una spesa inopportuna e la privacy violata»
CHIETI. Una delibera di giunta riaccende la polemica politica. Si tratta dell’atto che dà mandato al sindaco Diego Ferrara «di individuare un legale rappresentante dell’ente», si legge nel documento adottato giovedì scorso, «dinanzi al giudice del lavoro presso il tribunale di Chieti nel ricorso promosso dalla dipendente di ruolo», di cui si rivelano dati sensibili.
A parte la violazione della privacy, il fatto che il sindaco abbia ricevuto mandato di trovare un avvocato per la difesa degli interessi dell’ente è stato trovato irrituale e fuori luogo. Senza contare che il Comune, ente in dissesto economico e finanziario, dovrebbe in questo modo spendere ulteriori risorse economiche affidando l’incarico all’esterno. È quanto sottolinea in maniera polemica il capogruppo di Forza Chieti, Maurizio Costa, che annuncia ricorsi alla Corte dei conti e al garante per la privacy. «Un’altra deliberazione di giunta senza testa e piedi», attacca il consigliere, che sottolinea per prima cosa la violazione della privacy, visto che in alcuni passaggi della delibera c’è scritto nero su bianco, forse per una dimenticanza, nome e cognome della dipendente che ha promosso ricorso al giudice del lavoro contro il Comune. «In secondo luogo, come si può dare mandato al primo cittadino di individuare un legale che vada a difendere l’ente?», chiede Costa sottolineando il fatto che una scelta di questo tipo «va fatta con dei criteri ben stabiliti dal Tuel», il Testo unico degli enti locali. «In primis il Comune avrebbe dovuto pubblicare un bando per creare una graduatoria di professionisti a disposizione dell’ente», continua il consigliere, «avrebbe poi dovuto creare un capitolo di spesa, che non mi risulta esistere».
Il consigliere pone anche il problema dello spreco di risorse pubbliche: visto che «il Comune è provvisto di un ufficio legale», perché pagare un avvocato esterno, chiede Costa, soprattutto considerando il fatto che l’ente è in dissesto economico e finanziario. «La delibera sarà mandata alla Corte dei conti dal sottoscritto e anche al garante della privacy», conclude il consigliere, «per verificare se si sono rispettate le normative inerenti al trattamento dei dati sensibili e se ci possiamo permettere di sperperare il denaro pubblico considerato che il Comune non incassa le tasse comunali dal 22 febbraio, giorno del fallimento di Teateservizi». (a.i.)
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