«Legalità e sviluppo in Italia c’è ancora molta strada da fare»

Legnini riceve il premio speciale della Camera di Commercio Fedeltà al lavoro: onori e applausi a cento titolari di aziende
CHIETI. Nella giornata che premia il lavoro, il talento e l’abnegazione, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, il più illustre tra i 100 premiati dalla Camera di commercio, ha parlato di legalità, «ultima istanza di garanzia, essenza stessa della democrazia», e del rapporto tra imprese, banche, pubblica amministrazione ed Europa.
Un discorso a tutto campo che ripercorre le difficoltà del momento, ancora segnato dalla crisi e lo slancio verso il futuro, scandito dalle parole di quattro grandi abruzzesi, tre della provincia di Chieti e uno della provincia di Pescara, «tanto per non far torto», ha detto Legnini in tono leggero, «al presidente della Camera di commercio di Pescara, Daniele Becci», presente in sala.
E così dal palco del Marrucino, «il salotto più bello della città”, come lo ha definito l’assessore Carla Di Biase dando il benvenuto agli ospiti, si è riempito delle parole di Silvio Spaventa, Giuseppe De Thomasis, Raffaele Mattioli e Federico Caffè. Tre teatini e un pescarese, due dell’800 e due del 900, che avevano precorso i tempi. Ai tanti imprenditori presenti, arriva dunque il monito di un banchiere illuminato come Mattioli, che nel 1963 alle aziende, «anziché mugugnare», suggeriva di «aggiornarsi».
Erano le parole di un banchiere-gentiluomo, sottolinea Legnini, che poi cita Caffè che negli anni Settanta con capacità previsionale diceva che «la sovrastruttura finanziaria e borsistica favorisce un gioco di tipo predatorio». E poi ancora Spaventa che nel 1870 aveva capito che «il problema della legalità era il maggiore dei problemi nella pubblica amministrazione». Legnini ha deciso di chiudere con il monito di Ettore Troilo, padre della Brigata Maiella, che spronava alla «ricostruzione morale e materiale dell’Italia», e con quel «c’è ancora molto da fare» che gli rispose uno dei suoi più valorosi collaboratori, Vittorio Travaglini. «Bene», ha ripreso Legnini, «c’è ancora molto da fare per voi e per le giovani generazioni che per fortuna continuano questa bella stagione di progresso e di sviluppo». Oltre a Legnini, la Camera di commercio ha premiato altri tre ospiti illustri: la giornalista aquilana, che ha studiato a Chieti, Lina Palmerini, esperta di politica e cronaca parlamentare, il campione olimpico di Ortona, medaglia d’argento a Rio, Paolo Nicolai, e l’imprenditore agricolo ed esperto oleologo Tommaso Masciantonio, di Guardiagrele. A consegnare i 100 riconoscimenti sono stati il presidente dell’ente camerale, Roberto Di Vincenzo, e tutta la giunta. Sul palco, insieme al giornalista Rai Nino Germano che ha condotto l’evento, erano infatti presenti Marisa Tiberio, Paolo De Cesare, Lido Legnini, Nicola Sichetti, Pietro Iacobitti, Claudio Travaglini e Francesco Angelozzi. Sono intervenuti anche il presidente dell’Agenzia speciale per i porti, Mario Miccoli, e il presidente dell’Agenzia di sviluppo, Angelo De Cesare. Hanno portato il loro saluto anche il presidente della Provincia Mario Pupillo e l’arcivescovo Bruno Forte. Di Vincenzo, nel suo discorso, ha ricordato i progetti che sta portando avanti l’ente camerale, da quello per il rilancio del capoluogo teatino a quello della Via Verde della costa dei trabocchi.
In una giornata dedicata al lavoro, infine, Di Vincenzo ha citato un uomo che al suo lavoro diede moltissimo: suo padre, a lungo ex presidente della Camera di commercio di Chieti, Dino Di Vincenzo.

