Legnini ai giovani «La Resistenza unisce generazioni»

25 Aprile 2017

Il vice presidente del Csm partecipa all’iniziativa dell’Anpi Il libro di D’Orazio ripercorre la storia della Brigata Maiella

CHIETI. «Non si può mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la Resistenza e chi, invece, si trovava dall’altra parte. Ma queste divisioni antiche non ci impediscono, oggi, di pensare a quei valori sanciti dalla Resistenza stessa come ciò che lega generazioni diverse e chi ama la democrazia». A parlare è il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini che, alla vigilia della festa della Liberazione, ha partecipato alla giornata organizzata dall’Anpi per ricordare e fare luce sulla storia della Resistenza abruzzese. Protagonista dell’incontro nella sala consiliare del palazzo della Provincia è stato Guido D’Orazio, autore del libro “La prima banda di patrioti della Majella-Civitella M. Raimondo 5 dicembre 1943”, testo che vuole chiarire una volta per tutte storie e vicissitudini che hanno portato alla formazione di nuclei partigiani e che indaga, attraverso il racconto di esperienze dirette dell’autore e documentazione storica, su quale sia stato il nucleo costitutivo e portante che avrebbe poi dato vita all’organizzazione partigiana abruzzese. «Un momento di riflessione sul valore della lotta al nazifascismo e sulla Resistenza», sottolinea Giustino Zulli, vicepresidente vicario Anpi sezione Alfredo Grifone, «un libro che si fa contributo per far luce sulla storia partigiana della nostra regione e del meridione». Un momento di confronto a cui ha partecipato anche il professor Filippo Paziente, storico e presidente della sezione cittadina Anpi. «Già dalle prime pagine si comprende che si vuole aderire in pieno ad un sentimento morale e civile», dice Paziente, «l’intento di Guido è così quello di ricostruire la storia della banda dei patrioti di Civitella, vicissitudini ancora rimaste nell’ombra». Civitella Messer Raimondo per l’autore resta “paese dell’anima”, segnato da aneddoti tragici, da occupazioni, da prigionie, strategie di resistenza, divisioni, ma soprattutto solidarietà, eroismo e amore per la libertà. Quel sentimento che ha continuato a pulsare da quel 5 dicembre del ’43, quando a Civitella - secondo la ricostruzione storica dell’autore - si sarebbe formato il primo nucleo della banda dei patrioti della Majella, dopo l’incontro con truppe alleate. Primogenitura che sarebbe stata portata avanti dal padre dello scrittore, Luigi D’Orazio. «Ho scritto questo libro per chiarire fatti storicamente provati», spiega l’autore, che ricorda cosa subì sotto il regime il papà, antifascista dichiarato e combattente, «ho scritto per non dimenticare la povertà del dopoguerra, chi è morto eroicamente, per testimoniare l’esempio di profonda umanità di Civitella, quando ferita seppe dare accoglienza a centinaia di sfollati». Ad ascoltare, tra gli altri, l’ex sindaco Francesco Ricci, l’avvocato Walter De Cesare e il consigliere comunale Alessio Di Iorio, il giornalista Mario D’Alessandro, mentre tra i relatori anche il giovane sindaco di Civitella Danilo D’Orazio, 33enne. «Un libro appassionante», continua Legnini, «che contribuisce a far luce su un pezzo di storia abruzzese, assai più importante a livello nazionale di quanto noi abruzzesi stessi possiamo credere», non dimenticando neppure «il sacrificio di quei tanti magistrati deportati e uccisi sotto il regime dittatoriale fascista».