Lei lo respinge, lui la minaccia di morte

4 Luglio 2017

Il 50enne che aggredì gli assistenti sociali è accusato anche di stalking ai danni di una donna vastese

VASTO . C’è una donna dietro l’arresto di D.M., 50 anni, di Termoli. Non sono state solo le minacce agli assistenti sociali a portarlo in carcere. L’uomo è accusato di stalking nei confronti di una donna che ha respinto le sue avances. «Il tutto risale all’inizio dell’anno, quando l’uomo ha iniziato a nutrire un vero e proprio interesse nei confronti di una donna vastese», spiega il dirigente del commissariato Fabio Capaldo, «a febbraio la signora ha iniziato a ricevere pressanti avances via sms, messanger e con video musicali. Come spesso accade, l’interesse non corrisposto ha generato nell’uomo una vera e propria ossessione. D.M. è arrivato a minacciare di morte la donna e la sua famiglia, e anche al figlio minore della donna».
Nel frattempo D.M.,per altre ragioni di carattere personale, è entrato in contatto con i Sevizi sociali del Comune. «Convinto erroneamente che fossero la causa delle sue vicissitudini familiari», annota la polzia, «l’uomo due settimane fa ha raggiunto gli uffici e ha minacciato gli operatori, danneggiando la struttura e imbrattando mura e documenti con salsa di pomodoro». L’escalation violenta del molisano ha avuto un picco giovedì scorso.
«L’uomo ha indirizzato alla donna che lo rifiutava un pesante messaggio minatorio», spiega ancora Capaldo, «invitandola «a non stare in mezzo alla gente perché anche ignari cittadini avrebbero potuto essere coinvolti dal suo progetto omicida». La donna, spaventata, è andata in commissariato per sporgere denuncia. E dagli accertamenti dell’Anticrimine sono emersi particolari allarmanti. La polizia ha presentato una dettagliata relazione alla Procura che, in tempi record, ha chiesto al Gip l’emissione della misura cautelare in carcere a carico dell’uomo «considerata la gravità dei fatti e l’evidente pericolo per l’incolumità della persona offesa e dei soggetti terzi che possono essere coinvolti». Il Gip, nella stessa giornata, ha accolto la richiesta della Procura ed emesso il provvedimento restrittivo. Giovedì sera la polizia ha rintracciato e arrestato l’uomo con l’accusa di atti persecutori, interruzione di un pubblico ufficio o servizio, lesioni personali e minaccia. «Invito tutte le persone offese dalla violenza e dalle minacce, in particolare le donne, a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare», è l’appello di Capaldo, «è l’unico modo per uscire dalle spirale violenta in cui si è coinvolti». (p.c.)