Leombroni: conti disastrosi al Consorzio di Bonifica Sud

19 Maggio 2021

VASTO. È ripreso ieri mattina davanti al collegio di giudici presieduto da Bruno Giangiacomo il processo a carico degli ex vertici del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, finiti nel 2016 nel mirino...

VASTO. È ripreso ieri mattina davanti al collegio di giudici presieduto da Bruno Giangiacomo il processo a carico degli ex vertici del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, finiti nel 2016 nel mirino della magistratura. Otto gli imputati: l’ex presidente Fabrizio Marchetti, l’ex commissario Sandro Annibali, l’ex direttore Nicolino Sciartilli, l’ex responsabile unico del procedimento Michelangelo Magnacca e 4 tra professionisti e imprenditori (Sante Di Giuseppe, Giovanni Sportelli, Gilda Buda e Giuseppe Latte Bovio). Gli indagati sono accusati di concorso in abuso d’ufficio. L’ex presidente Marchetti, in aggiunta, anche di peculato per circa 8mila euro. Ieri mattina il Tribunale ha ascoltato testimoni chiave. Fra loro l’ex commissario Giampiero Leombroni, succeduto ad Annibali. Leombroni nominato nel 2015 commissario straordinario dell’ente per cercare di risolvere la difficile situazione finanziaria ha ribadito di aver trovato una situazione economica disastrosa denunciata alla Corte dei conti. Dopo di lui sono state ascoltate la testimonianza di un ingegnere e quella di un ristoratore dove avvenivano cene di lavoro. Il processo è stato quindi aggiornato al 16 ottobre.
La vicenda ruota attorno a rimborsi e spese non dovuti a fronte di lavori da decine di milioni di euro per la realizzazione della diga di Chiauci. Marchetti, Magnacca e Sciartilli avrebbero, secondo la Procura, «procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale allo studio C&S Di Giuseppe Ingegneri Associati srl pari a 364 mila euro, predisponendo e sottoscrivendo il 19 gennaio 2011 le convenzioni e i conseguenti atti deliberativi senza seguire la obbligatoria procedura di evidenza pubblica». E poi ancora i tre avrebbero seguito lo stesso irregolare iter stipulando convenzioni anche con l’ingegnere Giovanni Sportelli e l’ingegnere Gilda Buda. Marchetti, Magnacca e Sciartilli e l’ex commissario regionale Sandro Annibali avrebbero favorito la ditta Boviar per 180mila euro, per il servizio e per la lettura della strumentazione di monitoraggio della diga di Chiauci sul fiume Trigno. Secondo la procura, ci sarebbe stata una disinvolta girandola di incarichi e consulenze. (p.c.)