Lesione a un occhio per i pugni: in tre condannati ai lavori utili

27 Aprile 2021

La sentenza del gup per i fatti avvenuti in largo Bianco nella notte della ricorrenza della santa patrona Accettata la richiesta di messa in prova. Gli avvocati della difesa: «Hanno collaborato alle indagini»

LANCIANO. In tre aggredirono nella nottata delle feste di settembre del 2019 un ragazzo di 17 anni con pugni e schiaffi procurandogli una lesione permanente alla cornea dell’occhio sinistro dopo avergli rotto le lenti degli occhiali: ora per estinguere il reato di lesioni aggravate in concorso, dovranno svolgere lavori di pubblica utilità e risarcire il danno. È la decisione del giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi verso Francesco P., difeso dall’avvocato Sandro Mammarella, Riccardo F., rappresentato dai legali Gaetano Pedullà e Vincenzo Salini, Francesco V., difeso dagli avvocati Pedullà e Lucia Di Battista, tre ragazzi oggi ventenni, che ieri mattina dinanzi al giudice hanno risposto dell’aggressione verso il ragazzo, oggi 18enne, assistito dall’avvocato Paolo Sisti.
Secondo le indagini dei carabinieri di Lanciano alle 5.30 del 14 settembre il 17enne stava andando a prendere il motorino alla vecchia stazione per tornare a casa dopo la nottata. Dalla Pietrosa salì le scalette di legno che portano a largo Mario Bianco e qui incrociò i ragazzi che scendevano verso le giostre. Questi, alticci, lo avrebbero preso in giro e il 17enne avrebbe risposto. Dalle parole passarono alle mani e colpirono il ragazzo con “pugni e schiaffi in rapida successione”, come riportato dal sostituto procuratore Francesco Carusi, “tanto da frantumargli le lenti degli occhiali e procurargli la lesione della cornea sinistra”. Dopo la scazzottata i ragazzi andarono via, ma il 17enne finì in ospedale a Pescara. Subì un intervento con una prognosi di 30 giorni per "lacerazione lamellare della cornea", con "successivi postumi invalidanti in relazione alla funzionalità visiva finale con indebolimento permanente della vista".
«I ragazzi hanno sempre collaborato», dicono i difensori degli imputati, «non hanno mai negato la lite degenerata purtroppo nel peggiore dei modi, sono andati in caserma quando hanno saputo che il ragazzo stava male perché non si sarebbero accorti del ferimento. Hanno poi manifestato la volontà di risarcire il danno (un ragazzo ha anche già versato 10mila euro, ndc) e sono incensurati. Sono tutti fatti che hanno spinto il giudice ad accettare la messa alla prova e lo svolgimento di lavori socialmente utili che possono durare al massimo due anni». Ora saranno gli uffici dell'esecuzione penale esterna (Uepe) a stilare il programma di trattamento, il giudice il 25 ottobre lo vaglierà, sospenderà il procedimento e dopo lo svolgimento dei lavori estinguerà il reato. Ma la parte del risarcimento civile per il ragazzo che ha subito un danno grave andrà avanti e parte da 150mila euro. Un giudizio che arriva a poco più di una settimana dall’ultimo episodio violento in città; la sparatoria nella zona industriale con l’arresto di 4 albanesi e a sei mesi dall’aggressione di 3 minorenni e 2 maggiorenni a Giuseppe Pio D’Astolfo, finito in coma per un pugno. (t.d.r.)