Lesioni alla moglie: condannato a 18 mesi

Vasto. Botte e minacce davanti ai figli. Il giudice: contro la donna brandiva anche un coltello
VASTO. Un anno e mezzo di reclusione per maltrattamenti e lesioni aggravate alla moglie alla presenza dei figli.
Il ritiro della costituzione di parte civile da parte della vittima e la riappacificazione, non ha evitato a un 51enne, di Cupello, la condanna da parte del giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi. Il giudice ha accolto in sostanza la richiesta del pubblico ministero.
I problemi nella coppia iniziarono nel 2014. Il marito iniziò a bere e ogni qualvolta beveva diventava aggressivo. «Minacciava gli altri componenti della famiglia», spiega la sentenza del giudice, «diceva che voleva ammazzarli. La moglie veniva insultata e talvolta, mentre proferiva le minacce, lui impugnava un coltello a serramanico e lo brandiva contro i familiari. I figli cercavano di difendere la madre perché avvertivano che era in pericolo».
Il primo referto medico sulla donna è datato 18 dicembre 2014. Gli episodi violenti sono proseguiti nel 2015 e una sera la donna fu costretta a chiamare i carabinieri e a rifugiarsi da una parente.
Nel corso del processo i giudici hanno chiamato a testimoniare anche i figli della coppia che hanno confermato che il clima in famiglia nel 2014 era diventato molto pesante.
Il giudice ha concesso le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena ma ha ritenuto, nonostante la riappacificazione con la quale il cinquantunenne ha ripreso a convivere, piuttosto grave il comportamento avuto dall’imputato nel corso della vita familiare.
Nella sentenza il giudice ha spiegato che i maltrattamenti in famiglia riguardano anche le sofferenze morali che determinano uno stato di avvilimento della vittima e offendono il decoro e la dignità della persona. (p.c.)
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