Lettera al ministro sul tribunale a rischio

13 Luglio 2018

Progetto Lanciano a Bonafede: la politica mantenga in vita i palazzi di giustizia minori come il nostro

LANCIANO. Il movimento politico Progetto Lanciano ha scritto al ministro della giustizia Alfonso Bonafede per chiedere di riaprire i tribunali soppressi, come quello di Lanciano. Lo ha fatto sulla base del contratto di governo che prevede la rivisitazione della geografia dei tribunali. Non solo: nei giorni scorsi il sindaco Mario Pupillo e la consigliera di Progetto Lanciano (Pl), Paola Zulli sono stati a Roma, nella sede del Consiglio nazionale forense, al primo incontro del comitato costituito tra rappresentanti forensi e amministratori pubblici facenti capo alle sedi di tribunali soppressi e in via di soppressione, per cambiare proprio la riforma del 2012 che ha peggiorato il sistema giustizia.
«Progetto Lanciano ha scritto al ministro Bonafede», dice Daniele Pagano, coordinatore cittadino di Pl, «per ribadire che la politica faccia la sua parte, non cancellando i tribunali minori, espressione e presidi di legalità. La lettera che abbiamo scritto è un forte grido di aiuto e di allarme del territorio frentano e Sangro Aventino, chiediamo soluzioni ed attenzione alla problematica della chiusura del presidio prevista nel 2020. Abbiamo fatto notare che c’è anche già una proposta condivisa di unione dei tribunali di Lanciano e Vasto».
Allo stesso tempo il sindaco Pupillo e la consigliera Zulli a Roma hanno partecipato all’incontro del comitato costituito tra rappresentanti forensi e amministratori pubblici facenti capo alle sedi di tribunali soppressi e in via di soppressione, alla presenza anche di alcuni parlamentari. «È emerso l’unanime giudizio negativo sulla riforma che ha cancellato 30 tribunali e 220 sezioni distaccate», dice Zulli, «riforma che non ha raggiunto nessuno degli obiettivi previsti: non ha ridotto i costi del sistema giudiziario, ne ha peggiorato l’efficienza e soprattutto ha creato notevoli disagi ai cittadini. Il comitato vuole che il governo intervenga nuovamente sulla geografia giudiziaria, apportando le necessarie modifiche ad una riforma fallimentare e recuperando il fondamentale principio della giustizia di prossimità, ignorato dal legislatore nel 2012. I presenti hanno approvato l’atto costitutivo del Coordinamento nazionale dei Fori soppressi che sarà a lavoro per recuperare i dati dettagliati che dimostrano che la riforma è stata inefficace e ha peggiorato il sistema giustizia». (t.d.r.)
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