Lettera di buon anno con polemica

Il consorzio Chieti c’entro ai politici: «Non scarichino le responsabilità su di noi»
CHIETI. «Buon anno a tutti i colleghi commercianti di Chieti, perché resistono ed insistono in questa bellissima città». Inizia così il particolarissimo augurio riservato ai commercianti della città da parte del consorzio Chieti C’entro, presieduto da Gianfranco Cesarone. Auguri non solo particolari, ma anche alquanto polemici. «Buon anno a tutti i nostri concittadini, che credono ancora nella nostra funzione di operatori non solo economici del territorio, ma anche sociale, cosa che i grandi centri non sono, né per l’economia e né per il sociale. Buon anno a tutte le nuove generazioni (i nostri figli), alle quali affidiamo tutte le nostre speranze per il futuro di Chieti e infine buon anno ai nostri politici/amministratori, perché comprendano una volta per tutte che amministrare una città significa fare scelte per il bene comune e non attribuire ad altri le responsabilità, ma farsene carico in prima persona».
Il tono degli auguri, soprattutto nell’ultima parte, fa capire che non si è spenta la polemica di fine anno sul Capodanno senza festa in piazza, a cui il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore comunale al commercio Carla Di Biase hanno cercato di rimediare, complicando ancora di più la faccenda. Perché a molti dei commercianti, soprattutto del centro, non è piaciuto ascoltare che a Chieti non è stato organizzato nulla perché nella vicina Pescara erano stati organizzati eventi importanti, per cui, ha detto il sindaco, «sarebbe stato inutile spendere soldi».
E così il malumore tra i commercianti, soprattutto quelli del centro, è cresciuto ancora di più.

