Lettera-diffida degli esperti linguistici al rettore e al dg
CHIETI. Non c’è pace alla D’Annunzio. Dopo le 51 denunce dei dipendenti contro il direttore generale Filippo Del Vecchio, 19 presentate dai cel (i collaboratori ed esperti linguistici), arriva una...
CHIETI. Non c’è pace alla D’Annunzio. Dopo le 51 denunce dei dipendenti contro il direttore generale Filippo Del Vecchio, 19 presentate dai cel (i collaboratori ed esperti linguistici), arriva una diffida stragiudiziale nei confronti dell’ateneo. Ad annunciarla sono ancora i cel che stanno combattendo la battaglia sull’ammontare della propria retribuzione, che Del Vecchio vuole tagliare, anche attraverso le organizzazioni sindacali. Sono proprio le rappresentanze di Flc Cgil (Marita Agnifili e Maria Lidia De Biasi), Cisl-Università (Gianluca Di Sante), Uil-Rua (Valentino Barattucci) e Csa-Cisal (Goffredo De Carolis) ad inviare una lettera al rettore Carmine Di Ilio, e al dg, in cui ribadiscono che il loro trattamento economico «è stato deliberato a suo tempo dal Consiglio di amministrazione dell'ateneo e non vi sono mai state delibere successive di modifica». Nella lettera si citano anche il contratto nazionale di lavoro che «prevede per tutto il personale contrattualizzato uno stipendio tabellare e vari istituti per l'assegnazione di compensi aggiuntivi a carico di risorse economiche integrative» e l’applicazione «per la categoria particolare degli ex Lettori/Cel, della sentenza 26.1.2001 della Corte di Giustizia Europea». Vengono ricordate, inoltre, «specifiche sentenze e norme di legge che attribuiscono il trattamento economico del ricercatore confermato a tempo definito e i cel sono riconosciuti in tutto e per tutto assimilati agli ex Lettori». La lettera chiude col chiedere «la conferma dell'impegno per un tavolo di trattativa» invitando Di Ilio e Del Vecchio «a non assumere alcun tipo di decisione unilaterale annunciandovi che, in mancanza, procederemo alla tutela della categoria per vie legali». (a.i.)

