Lettere e lacrime per D’Antonio

28 Novembre 2014

Rievocata l’attività del preside. In sala Legnini, vicepresidente Csm

LANCIANO. Tante persone attente e commosse hanno partecipato alla cerimonia del 40°anniversario della morte di Ericle D’Antonio, nei giorni scorsi nell’auditorium della Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper). Esponenti del mondo della scuola, personaggi della cultura, ma anche tanta gente semplice: l’intero auditorium ha voluto ricordare «il preside amato e apprezzato, il professore eccellente, lo studioso, l’uomo dalla grande integrità morale», come è stato ribatito nella sala. Gli organizzatori hanno gradito molto la presenza dell’avvocato Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, seduto in prima fila insieme alla famiglia D’Antonio. «La sua presenza è stata un omaggio al preside D’Antonio», hanno sottolineato gli organizzatori, «che egli ha definito come uomo nitido, studioso attento, docente e preside di altissimo livello».

I sindaci di San Vito, Lanciano, Rocca San Giovanni, hanno annunciato che le loro amministrazioni civiche avevano deliberato l’intitolazione di strade, scuole e premi letterali proprio a Ericle D’Antonio.

Gli oratori che si sono susseguiti hanno definito il preside originario di Rocca San Giovanni, «un esempio di vita», da additare alle nuove generazioni. Hanno parlato di D’Antonio Enio Martino, Paolo Gambescia, Giulia Alberico, Emiliano Giancristoforo, Luigi Brasile e padre Luciano Milantoni. Grande commozione in sala quando sono state lette tre lettere indirizzate al D’Antonio padre e marito: quelle delle figlie Marella e Antonella e della moglie Anna Nenna. Le lettere hanno ribadito quanto grande sia l’amore che lega la famiglia D’Antonio al loro Ericle: si sono ritrovati ancore insieme, in un grande abbraccio ideale.

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